Compagnia Teatrale Crest Taranto. Danza contemporanea al TaTà con “Altrove oltre il mondo” della compagnia Atacama

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Grande danza contemporanea, sabato 27 aprile (ore 21), all’auditorium TaTà di Taranto, dove il Crest ospita per un progetto di residenza di ResExtensa lo spettacolo «Altrove oltre il Mondo». Il progetto coreografico è di Atacama, compagnia laziale con un’attività internazionale che dal 2009 ha fissato la propria residenza negli spazi de «La Scatola dell’Arte» di Roma, centro di formazione e produzione diretto dagli ideatori dello spettacolo, i danzatori e coreografi Patrizia Cavola e Ivan Truol, artisti che da tempo hanno indirizzato la loro ricerca verso la costruzione di un teatro fisico situato in una zona di confine multidisciplinare, dove il movimento e la danza, l’espressione vocale, il testo, la musica interagiscono e si integrano.

Lo spettacolo, interpretato da Nicholas Baffoni, Valeria Loprieno, Cristina Meloro, Camilla Perugini e Antonio Taurino sulle musiche originali di Epsilon Indi, s’interroga sullo spazio che occupa il corpo umano in un mondo che sposta sempre più il piano di azione in un «oltremondo» leggero, veloce e immateriale, una copia digitale del mondo reale così com’è stata descritta da Alessandro Baricco in «The Game», mappa della rivoluzione digitale, dei suoi presupposti e delle modifiche mentali che ha comportato, ma anche dei suoi protagonisti, di ciò che volevano e hanno ottenuto: la realtà nella quale viviamo, il «Game», per l’appunto.

Una dimensione è quella della vita reale, della presenza, dell’incontro e delle relazioni tra persone dotate di un corpo, di un peso, della capacità di entrare in contatto attraverso la fisicità, i sensi e le percezioni. L’altra dimensione è quella immateriale, possibile attraverso la condivisione digitale, la connessione virtuale. Per cui l’immagine si sostituisce al corpo.

La creazione indaga, pertanto, la relazione tra i corpi dei danzatori in scena e la loro immagine proiettata attraverso l’uso di telecamere in diretta e di contributi virtuali e video. Un impianto che, unendo quanto avviene sul palcoscenico con ciò che accade sullo schermo, crea nello spettatore una sensazione di smarrimento capace di mettere in discussione qualsiasi parametro logico.

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