Strage Suviana, sindaco San Marzano: “tragedia inaccettabile”

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«Non era il classico operaio che lavora fino a tardi per integrare il reddito, ma probabilmente era lì come consulente esterno considerando la sua esperienza in materia impiantistica».

Lo dice all’ANSA Francesco Leo, il sindaco di San Marzano di San Giuseppe, il paese del Tarantino in cui risiedeva Mario Pisano, di 73 anni, una delle tre vittime della strage di Suviana. Secondo il sindaco, Pisano “aveva gestito una ditta che realizzava impianti in strutture di una certa rilevanza come inceneritori, svolgendo lavori anche per enti pubblici”.

Fino a pochi anni fa risiedeva a San Marzano dove vive una figlia e alcuni nipoti. «Anche Mario perde la sua vita lavorando. Una strage senza fine in un Paese che si definisce civile ed avanzato. Alla famiglia, ai suoi affetti più cari, giunga un forte abbraccio da tutta la comunità».

 Lo afferma suo social il sindaco di San Marzano di San Giuseppe (Taranto) , Francesco Leo, a proposito di una delle tre vittime della strage di Suviana, Mario Pisano, di 73 anni, che risiede nel paese tarantino.

«Ieri sera la notizia cominciava a circolare – dice il sindaco – Questa mattina la conferma, ancora una volta terribile, inaccettabile. In un giorno San Marzano perde due suoi cittadini sul lavoro”.

Il riferimento è all’altra tragedia sul lavoro che ha colpito ieri il paese, con la morte Angelo Cotugno, di 59 anni, operaio della ditta Semat, originario di San Marzano di San Giuseppe, morto folgorato mentre era al lavoro in un cantiere lungo la nuova superstrada che collegherà Taranto ad Avetrana. (ansa)

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