Ex Ilva: sindaco Taranto, subito ristoro crediti indotto, commissari siano più concreti

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“Piuttosto che avventurarsi in dichiarazioni molto spiacevoli fuori dal tempo e dalla realtà, come abbiamo comunicato ai commissari di Governo di Acciaierie d’Italia nella loro recente visita a Palazzo di Città, ci aspettiamo con sollecitudine il ristoro dei crediti vantati dall’indotto ionico e l’avvio di un tavolo tecnico per la redazione dell’accordo di programma, che non potrà che precedere qualunque tentativo di vendita dei compendi aziendali. Il piano industriale va condiviso qui ed ora con la città, non è un fatto meramente sindacale. O qualunque privato si avvicinerà all’ex Ilva è garantito che troverà un clima molto difficile”. Lo afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci a proposito della situazione dello stabilimento siderurgico e delle aziende dell’appalto e dell’indotto. Il primo cittadino si riferisce anche alle dichiarazioni di uno dei commissari, Davide Tabarelli, che ha definito l’acciaieria di Taranto come “la più pulita d’Europa”.

“In una missiva formale dello scorso 25 marzo – aggiunge – alla stessa Struttura commissariale l’Amministrazione comunale ha chiesto di partecipare assiduamente e in trasparenza ai lavori dell’Osservatorio locale, istituito in aderenza ai principi dei riformati articoli 9 e 41 della Carta costituzionale, per altro in conformità con le indicazioni che anche la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rilasciato a carico dell’Italia sulla vicenda ex Ilva. Dai commissari di Governo – continua Melucci – ci aspettiamo decisamente qualcosa di più della gestione ordinaria degli impianti o della semplice tenuta dei conti dello stabilimento siderurgico ionico. A loro spetta il compito gravoso di preparare il futuro, nell’interesse della comunità locale, non solo del Paese o del mercato. Per tali motivi, sul loro tavolo – prosegue – devono esserci i temi più disparati e strategici, ai fini di una positiva collaborazione con il territorio: dal riclassamento delle aree soggette ad aliquota comunale, alla retrocessione di spazi alla città e al suo porto, dalla riperimetrazione del Sin (Sito di interesse nazionale ndr) di Taranto alla risoluzione dei contenziosi giudiziari in essere, dalla istituzione della sede legale in riva allo Ionio al sostegno all’autonomia universitaria, alla ricerca e all’innovazione a Taranto, naturalmente oltre al carico di misure necessarie per l’ambiente e la salute. Per raggiungere in tempi accettabili simili obiettivi gli Enti locali possono mettere a disposizione le risorse della programmazione europea 2021-27, ma servono coraggio e chiarezza. Senza nulla togliere alle giuste celebrazioni liturgiche in fabbrica – sottolinea – è il momento dei tavoli formali e della concretezza. I commissari di Governo non prendano alla leggera l’insofferenza e la stanchezza della città”.

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