Lea, Azione: “In Puglia subito in vigore”

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«In Puglia subito in vigore i nuovi LEA, non possiamo aspettare ancora. Dal 2017 chissà quante persone sono morte, oppure compromesse dalla malattia, per mancate cure. Per questo abbiamo presentato oggi una proposta di legge che chiediamo sia approvata al massimo nella prossima settimana, così da garantire immediatamente tutte le 406 nuove prestazioni. La nostra proposta di legge, inoltre, si avvale del parere durissimo della Ragioneria dello Stato, contro l’ennesima proroga al 1 gennaio 2025, decisa dal Ministero della salute e dalla gran parte delle regioni. Secondo la Ragioneria, infatti, le varie proroghe negano l’uniformità delle cure in tutte le regioni italiane, generando insopportabili differenze, e rappresentano un clamoroso spreco di risorse. Nonostante la mancata entrata in vigore, infatti, lo Stato sta da anni trasferendo le risorse per i nuovi LEA, che però vengono usati per coprire i deficit di bilancio e gli sprechi. Sarebbe questa una delle probabili ragioni, secondo la Ragioneria dello Stato, del consenso quasi unanime alla proroga da parte delle regioni.» Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

«C’è una frase che segnala meglio di ogni cosa lo scempio creato e l’insensibilità dimostrata con la proroga: “il tempo trascorso, da cui deriva la sicura obsolescenza delle prestazioni previste, non trova alcuna giustificazione in relazione a un tema essenziale per la garanzia del diritto alla salute in condizioni di eguaglianza su tutto il territorio nazionale, senza discriminazione alcuna tra regioni”. È la Corte costituzionale a dire questo, respingendo un ricorso del Governo nazionale propria su una legge pugliese con cui si anticipava l’introduzione del sequenziamento dell’esoma (diagnosi dell’85% delle malattie dall’1% del DNA). Ma è illuminante, per comprendere a pieno il grande danno, la relazione della Ragioneria generale dello Stato, con cui era stato espresso di fatto un rigoroso parere contrario. Alcuni passaggi di tale relazione, sono utili a rappresentare la migliore motivazione alla proposta di legge. Eccoli. “Lo schema di DM motiva la necessità di tale proroga in relazione “all’espressa richiesta di un cospicuo numero di regioni e della correlata disponibilità delle restanti regioni al riguardo”, evidenziando infine “la posizione unanime raggiunta dalle Regioni e Province autonome in merito alla disponibilità ad assecondare la succitata richiesta di rinviare l’entrata in vigore delle predette tariffe al 1 gennaio 2025…”. Per quanto di competenza si evidenzia che la nuova proposta di proroga determina un ulteriore ritardo dei tempi previsti per l’entrata in vigore completa delle prestazioni previste dal dPCM 12 gennaio 2017 di “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”, incidendo sulla possibilità di garantire un’erogazione uniforme delle prestazioni entrate nei LEA dal 2017 in tutto il territorio nazionale, permanendo quindi le differenze erogative tra regioni. Al riguardo, infatti, si segnala che le differenze nell’erogazione di prestazioni tra le regioni, con l’ulteriore posticipo proposto, consoliderebbero le disparità assistenziali che attualmente si registrano nei territori regionali. Tali significative differenze erogative determinano, inoltre, flussi di mobilità sanitaria verso le regioni che già oggi possono erogare numerose prestazioni ricomprese nel nuovo nomenclatore (….). Quanto agli aspetti finanziari, si rappresenta quanto segue: • con la legge di bilancio per l’anno 2016 (legge 208/2015) è stato previsto l’aggiornamento dei LEA preordinando una somma di 800 milioni di euro annui a tal fine. All’interno di tale importo il dPCM 12/01/2017 ha riservato 380,7 milioni di euro annui finalizzati alla copertura del fabbisogno per l’aggiornamento delle tariffe dell’assistenza specialistica e protesica; • con la legge di bilancio per l’anno 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 288) è stato conferito un finanziamento annuale di 200 milioni di euro per l’aggiornamento dei LEA; • con la legge di bilancio per l’anno 2024 (legge n. 213/2023, articolo 1, comma 235) è stato conferito un ulteriore finanziamento per l’aggiornamento dei LEA di 50 milioni di euro per l’anno 2024 e di 200 milioni di euro a decorrere dal 2025. Trattasi fino al 2021 di 381 milioni di euro annuali, nel 2022 e 2023 di 581 milioni di euro annuali, nel 2024 di 631 milioni di euro e dal 2025 di 781 milioni di euro annuali. Pertanto, fino al 31/12/2023 l’ammontare dei finanziamenti previsti dalla legge preordinati per l’aggiornamento delle tariffe della specialistica e protesica legate al dPCM 12/01/2017 sono stati pari a 3,046 miliardi di euro, a cui si aggiungono 400 milioni di euro per nuovi aggiornamenti dei LEA successivi a quello del 2017 per complessive risorse pari a 3,446 miliardi di euro. Tali finanziamenti, assegnati alle regioni, in mancanza di provvedimenti attuativi sono stati comunque utilizzati dalle regioni per coprire altre occorrenze della spesa sanitaria e soprattutto inefficienze/squilibri dei loro servizi sanitari».

«Forse questo è il principale motivo per la richiesta di proroga da parte regionale. In tali termini, si chiede al Ministero della salute, in occasione del riparto delle disponibilità finanziarie del SSN per l’anno 2024, e per i successivi anni, di rendere indisponibili le risorse preordinate all’entrata in vigore delle nuove tariffe e quelle per l’aggiornamento dei LEA, pari a 631 milioni di euro per l’anno 2024 e a 781 milioni di euro a decorrere dal 2025 fino all’effettivo utilizzo delle risorse per le finalità indicate dalle norme. Ciò anche al fine di salvaguardare gli obiettivi assistenziali previsti ed evitare di coprire inefficienze regionali. Tali finanziamenti indisponibili potranno essere ripartiti solo dopo i relativi provvedimenti attuativi e limitatamente agli impatti finanziari associati. Infine, la richiesta pervenuta di spostamento dell’entrata in vigore del DM 23/06/2023 di 9 mesi è motivata da un generico richiamo a richieste regionali raggiunte all’unanimità non puntualmente specificate. Si richiama l’utilizzo improprio finora avvenuto dei finanziamenti preordinati per l’erogazione dei nuovi LEA del 2017 a copertura di maggiore spesa regionale non coerente con la programmazione sanitaria nazionale. (…) Si ricorda ad ogni buon fine che le tariffe oggi in vigore sono state adottate con DM 18/10/2012, basate quindi su valutazioni ormai datate. Non si comprendono, pertanto, le problematiche legate ad un aggiornamento tariffario basato su dati molto recenti, con aggiornamenti apportati dal Ministero della salute fino a tutto l’anno 2022, dopo un ampio confronto sia con le regioni, che hanno peraltro espresso intesa sul provvedimento, sia con le associazioni di categoria interessate (sia mediche che degli erogatori di prestazioni). In merito ai necessari processi di efficientamento dei laboratori analisi, ancora da attuare, al fine di salvaguardare la corretta gestione delle risorse nell’erogazione efficiente delle prestazioni assistenziali, si rammentano le conseguenze previste dalla normativa vigente nell’ambito del sistema premiale sul settore sanitario nelle regioni in ritardo su tale processo».

«Infine, si segnala la criticità legata alle procedure informatiche della ricetta elettronica, adeguate per consentire dal 1° aprile 2024 la corretta prescrizione da parte dei medici dei nuovi codici di nomenclatore nonché dai sistemi di prenotazione e di erogazione e i relativi controlli automatici: si tratta infatti di adeguamenti informatici avviati già da alcuni mesi e da ultimo consolidati con le specifiche tecniche concordate con il Ministero della salute e regioni alla fine del mese di febbraio 2024. L’ulteriore differimento dell’entrata in vigore dal 1° aprile 2024 al 1° gennaio 2025 comporterebbe non solo vanificare i costi degli adeguamenti informatici implementati finora da tutti i soggetti interessati, ma anche comportare eventuali ulteriori costi per non rendere operative le nuove modalità, mantenendo le procedure in fase di dismissione. In relazione a quanto sopra rappresentato in ordine al consolidarsi di situazioni erogative differenziate tra regioni, a distanza di anni dalla relativa previsione normativa di aggiornamento, e nel ribadire che i finanziamenti preordinati per l’erogazione dei LEA vanno preservati da altri utilizzi che determinano maggiore spesa sanitaria pubblica non in linea con la programmazione sanitaria nazionale, si propone, per quanto di competenza, alle valutazioni del Ministero della Salute di consentire l’entrata in vigore del decreto a far data dal 1° aprile 2024 e di costituire al medesimo tempo un gruppo di lavoro che proceda alla definizione quanto prima delle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, che necessitano di revisione».

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