Cialtronaggine contro identità

59 Visite

Quando nelle passate elezioni comunali baresi un transfugo della sinistra si è candidato nella destra al fine intuibile ma non esplicito di consolidare il monopolio politico della sinistra senza che nessuno abbia mosso un dito, pensavamo che si fosse toccato il fondo della disonestà intellettuale della sinistra e della inettitudine suicida della destra. Invece abbiamo saputo nelle scorse settimane -pur in incredibile ritardo- che c’era dell’altro ancora più incredibile. 

Da tutto questo dobbiamo capire che per vincere le elezioni pur con affluenze veramente modeste, la sinistra non indugia a ricorrere a strumenti -anche economici- via via più “sofisticati” per far dire alla gente un “si” al loro governo che mai quegli elettori avrebbero pronunziato spontaneamente. Strumenti sofisticati molto ben elencati nelle indagini recenti che vorremmo vedere giudicati molto presto. 

Beninteso, c’è ancora chi crede ingenuamente alle sinistroidi rappresentazioni favolistiche della realtà e minimizza comportamenti visibilmente contraddittori e ampiamente oltre il limite del grottesco. Ma la maggioranza della popolazione è da sempre contraria e non vota o si oppone. 

Continuando ad usare eufemismi dobbiamo dire che da fuori ci guardano come animali rari e si chiedono che razza di regione ed economia sia la nostra se, nello stesso tempo, è gettonata da crescenti flussi turistici promossi grazie alla abnegazione di ristoratori e albergatori (anche improvvisati), mentre è governata in questo modo indefinibile remando contro ogni sviluppo perseguitando le piccole imprese con tassazioni e burocrazie esose ed inefficienti. Disonestà intellettuale della politica che getta un’ombra su tutti i pugliesi che potrebbero passare per mafiosi. 

Naturalmente non tutti i pugliesi e baresi fondano nuove imprese perché non hanno tutti lo stesso necessario piglio combattivo e la stessa abnegazione … molti ed intere province si sono arresi alla ignavia e convivono con le mafie locali (peraltro raccogliticce e, in verità, molto male in arnese) e rinunziano a cimentarsi espatriando o accontentandosi di pensioni e reddito di cittadinanza…ormai da sempre e, probabilmente, per tutto il sempre prevedibile. Quindi nonostante l’eroico impegno di molti imprenditori la maggioranza della Puglia economica è ancora tutta da costruire. 

La assenza di una leadership culturale condivisa nella destra barese e la latitanza della società civile nella gestione del bene comune non denotano solo assenza di personalità di rilievo, ma principalmente due cose:
a) la profonda mancanza di una idealità che porti nella progettualità politica le istanze implicite alla nostra identità così ammirata nel resto d’Italia e del mondo;
b) la debordante e rimbambente vacuità della discultura della sinistra di governo. Tra cinematografia deviata e disvalori di governo, eventi “culturali” essenzialmente distraenti e vuota retorica si riesce a mantenere tutto com’è semplicemente ​disinformando e occupando tutte le poltrone disponibili (che è l’unica “politica” che conoscono i nostri politicanti) pur coscienti di non avere altro da proporre e realizzare che saccheggio ambientale e sperpero dei danari presenti e futuri dei contribuenti.
Con la connivenza -forse inconsapevole- dei vari poteri dello stato e nascosti dietro una apparente democrazia. 

Si sa inoltre che la provincia produce spontaneamente una sorta di omertà diffusa: nelle città minori tutti si conoscono e i vizietti privati si coprono l’un l’altro per non essere scoperti. Un tutti contro tutti sarebbe letale per tutti!! Una omertà che è un fatto ineludibile in ogni realtà locale ed è ormai diffusa anche nelle metropoli più grandi. Ma ormai stiamo andando allegramente in guerra o, più ottimisticamente, in un mondo di grilli fritti e intelligenze artificiali, di sesso virtuale e suicidi ambientali, di vaccini privi ex lege di effetti avversi e di persecuzioni fiscali e burocratiche di ogni tipo…
cioè sembra che qualcuno abbia deciso di realizzare una eutanasia di gruppo addolcita da un livello elevato dei consumi peraltro non per tutti e comunque a spese nostre!!! 

Non c’è più tempo: s’ha da rimboccarsi le maniche e cimentarsi mettendo in primissimo piano il nostro orgoglio identitario meridionale, pugliese e barese: noi siamo quelli che hanno fatto senza aiuti il maggior teatro privato del Mediterraneo, siamo stati una fiorente città mercantile, lo sbocco commerciale di una fantastica agricoltura, abbiamo contribuito ad  elaborare e realizzare una delle migliori diete alimentari del mondo, avevamo più banche nate e cresciute qui, senza parlare degli ardimenti medioevali per portare qui da noi le spoglie di San Nicola di cui ancora siamo orgogliosi…

Quale maledizione è riuscita a mettere in ombra la nostra meravigliosa identità? Quale infernale maleficio ci sta trasformando in amebe? … e il primo passo è quello di liberarsi per sempre della cialtronaggine di governo e tutti noi, gente comune, all’unisono potremo e dovremo farlo. 

CANIO TRIONE

News dal Network

Promo