Strutture per dipendenze patologiche. Galante: “Responsabile sanitario non deve essere necessariamente un medico”

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«Con l’emendamento approvato  in Consiglio siamo andati a correggere quanto scritto nella circolare emanata dal Dipartimento Salute lo scorso 22 febbraio, con cui si stabiliva che il responsabile sanitario nelle strutture per le dipendenze patologiche dovesse essere ‘necessariamente’ un medico in possesso della specializzazione nella disciplina o disciplina equipollente rispetto a quella della struttura, escludendo così gli psicologi e altri dirigenti sanitari. Una disposizione, quella del Dipartimento Salute, che aveva trovato la netta opposizione dei gestori delle strutture, con cui non vi era stata alcuna interlocuzione precedente, e andava ad interpretare in maniera restrittiva quanto previsto dal regolamento regionale vigente, mettendo in grande difficoltà chi quotidianamente è in prima linea per combattere le dipendenze. Ieri abbiamo chiarito ancora una volta e definitivamente la norma di riferimento, depotenziando quindi il contenuto della circolare e prevedendo che ‘le funzioni del responsabile sanitario siano svolte anche da un medico in possesso della specializzazione nella disciplina o disciplina equipollente, o affine, rispetto a quella della struttura, o da altro dirigente del ruolo sanitario specificatamente individuato dalla disciplina di settore, ancorché in quiescenza». Lo dichiara il capogruppo del M5S Marco Galante.

«Vista la carenza di medici con cui ci scontriamo ogni giorno – continua Galante – non si capiva perché per strutture in cui si adottano prevalentemente terapie di supporto psicologico e non sanitario, fosse necessario un medico per il ruolo di responsabile sanitario. La conseguenza sarebbe stata licenziare psicologi ed educatori, fondamentali per le comunità, per assumere medici che poco hanno a che fare con le terapie adottate. Abbiamo rimediato a un errore che rischiava di penalizzare sia le strutture che gli utenti. In Commissione Sanità chiederò un’audizione sulle dipendenze in Puglia per capire cosa ancora possiamo fare per poter aumentare i servizi offerti».

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