Fisco: commercialisti, ok decreto sanzioni ma alcuni aspetti da modificare

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«Il decreto sanzioni risponde all’esigenza, fortemente sentita da tutti gli operatori e rilevata anche dalla giurisprudenza” dell’Ue “di avviare il percorso di avvicinamento della nostra legislazione a quella degli altri Stati membri, che hanno livelli sanzionatori molto più contenuti rispetto ai nostri». Così il tesoriere e consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Salvatore Regalbuto, nel corso dell’audizione parlamentare sul decreto legislativo sulla revisione delle sanzioni alla Camera.

«Un’impostazione che condividiamo in pieno, anche se riteniamo vadano evidenziati alcuni aspetti di criticità sui quali occorrerà intervenire per la migliore e più efficace realizzazione degli obiettivi della riforma fiscale”, aggiunge. In particolare le norme per l’applicazione delle sanzioni accessorie “appaiono oltremodo penalizzanti nei confronti dei contribuenti che non accettano la proposta di concordato preventivo biennale o che decadono da detto istituto o dal regime dell’adempimento collaborativo», afferma il rappresentante dei commercialisti.

Inoltre la definizione agevolata delle sanzioni, «non prevede la possibilità che la definizione possa avvenire in forma rateale analogamente a quanto previsto per tutti gli altri istituti deflativi del contenzioso», osserva, spiegando che si “tratta di una assoluta anomalia del sistema che sarebbe opportuno rimuovere”.

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