Figlio morì per sarcoma, ‘modificare valori-soglia inquinanti’

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«Nel corso degli ultimi cinque anni, dopo la scomparsa di mio figlio Giorgio a causa di un sarcoma, mi sono dedicata allo studio della letteratura scientifica in ambito sanitario e nello specifico alla correlazione tra patologie tumorali, e non solo, e gli inquinanti ad esse correlati. Ho potuto constatare come la normativa italiana mostri serie lacune in materia di limiti posti su determinati inquinanti, alcuni dei quali emessi dalla grande industria attiva sul nostro territorio come l’ex Ilva-Acciaierie d’Italia”.

Lo scrive in una lettera aperta ai parlamentari tarantini Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, il 15enne morto il 25 gennaio 2019 per un sarcoma ai tessuti molli, malattia che i genitori – fondatori dell’associazione Giorgioforever – mettono in relazione alle emissioni del siderurgico.

«Leggendo i vari report dell’organo di controllo Arpa Puglia – aggiunge Luccarelli – mi sono resa conto che inquinanti cancerogeni, o comunque dannosi per la salute delle persone, in alcuni casi non sono normati mentre in altri vengono determinati limiti poco restringenti tanto da mettere in allarme la stessa Asl di Taranto che sugli stessi report dell’agenzia regionale avverte che tali limiti non equivalgono a scagionare un rischio sanitario per chi vive nella provincia di Taranto, specie per chi abita in quartieri come Tamburi, Paolo VI e Borgo”.

La mamma di Giorgio chiede ai parlamentari tarantini “di intraprendere un percorso comune da attuare con un tavolo tecnico, civico, istituzionale che riesca a produrre la bozza di un disegno di legge al fine di mettere loro nelle condizioni di portarlo alle camere per avviare l’iter legislativo. Urge la necessità – osserva ancora – di normare e/o modificare testi di legge inerenti inquinanti come le diossine, i pcb, gli Ipa in cui è incluso il benzo(a)pirene, il benzene e altri composti e metalli nelle diverse matrici aria, terra e acqua”. Serve, conclude, “un percorso trasversale per tutelare un bene comune: il diritto alla vita”. (Fonte: Ansa)

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