Rifacimento Iacovone, Di Gregorio: “Ennesimo rendering, ma Taranto merita chiarezza”

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«Sulla questione dello Stadio Iacovone di Taranto va ribadito che qualsiasi soluzione deve essere improntata alla massima trasparenza. Taranto ha bisogno di un nuovo impianto moderno e funzionale e l’appuntamento con i Giochi del Mediterraneo del 2026 è l’occasione per soddisfare questa esigenza. In parallelo vanno considerate le migliaia di tifosi e appassionati dei colori rossoblu e le istanze della società sportiva che ha riportato il Taranto nel calcio professionistico. I primi vogliono continuare a seguire la squadra del cuore anche durante il rifacimento dello stadio; i dirigenti sportivi non vogliono essere penalizzati dai lavori di ristrutturazione.

Nei giorni scorsi il presidente Emiliano durante un sopralluogo con i vertici del Taranto calcio, ha chiesto che durante il rifacimento dello Iacovone fosse, comunque, consentito l’utilizzo dello stadio con una capienza ridotta. Un’ipotesi che il Comune di Taranto escludeva categoricamente ritenendola impraticabile. All’improvviso, però, qualcosa è cambiato e l’impossibile è diventato possibile, anzi di più! 

Molto bello l’ennesimo rendering dello stadio Iacovone, forse addirittura più bello di quello con il quale il sindaco Rinaldo Melucci illuse un’intera coalizione, e buona parte della città, durante la campagna elettorale. Questa volta, però, è vietato sbagliare e come presidente della II Commissione consiliare con delega anche allo Sport, avvierò una serie di audizioni e di incontri per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e per verificare il cronoprogramma annunciato dal sindaco e dal commissario dei Giochi.

Vogliamo capire, ad esempio, come sia possibile passare da un progetto di 18 milioni, con un cronoprogramma più ampio, a uno di oltre 45 milioni riducendo ulteriormente i tempi di realizzazione? E, in più, con le complicazioni dovute ai lavori contestuali alle attività della squadra di calcio. È incredibile come l’amministrazione, ma anche e soprattutto il commissario straordinario, abbiano reso possibile nel solo volgere di pochi giorni, ciò che loro stessi avevano definito impossibile.

Non vorremmo che fosse l’ennesima ventata di fumo denso e coprente negli occhi di una comunità che, tuttavia, ne ha piene le tasche. Magicamente, infatti, sbuca la soluzione per lo Iacovone nel giorno in cui, a Roma, Fratelli d’Italia e Italia Viva bocciano in Parlamento gli emendamenti per chiedere la valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario sullo stabilimento ex Ilva di Taranto. Il primo partito è quello della premier Giorgia Meloni e del suo fido ministro pugliese solo di nascita Raffaele Fitto; il secondo è quello in incognito del sindaco Melucci (ma nemmeno tanto, vista la sua sortita alla Leopolda). Non bastano i rendering per rendere un’amministrazione virtuosa».

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