Un Papa super

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Il Papa ad una televisione svizzera ha detto che alzare bandiera bianca per l’Ucraina sarebbe un gesto di coraggio certamente molto più grande di quello necessario alla continuazione della guerra. Dal Vaticano si sono affrettati a precisare ma non si è capito bene in quale senso.

 

Per un Papa allineato sulle posizioni dei mondialisti è un bel salto! Come mai? Il Papa non può non sapere che una tale dichiarazione va incontro ed interpreta nel modo migliore che si possa auspicare le opinioni di milioni di persone in tutto il mondo che non condividono questa guerra. Non può non sapere che i guerrafondai dell’Occidente e dell’Oriente vorrebbero per ragioni diverse continuare la guerra fino alle più estreme conseguenze. Non può non sapere che molti premier di tutto il mondo (come quella italiana) che hanno elettori cattolici si sentono smentiti niente meno che dal Santo Padre in persona su questo tema fondamentale; e le elezioni sono sempre dietro l’angolo.

 

Forse conosce dettagli sulla situazione sul campo che lo hanno spinto a proporre una definizione immediata; forse la diffusione mondiale della cultura della guerra lo preoccupa sempre più; forse questo messaggio è indirizzato al suo amico di Mosca, Kirill che abbracciò a Cuba tanti anni fa…certo è che questa è l’ennesima guerra (o mattanza) tra cristiani che viene vista con favore dagli ebrei che in questo caso sono rappresentati da Zelensky. Circostanza che non è sfuggita a nessuno ma che viene totalmente taciuta dai media di tutto il mondo; circostanza che urta visibilmente con il compito che il santo Padre sembra essersi dato fin dall’inizio del Suo Pontificato di promuovere il dialogo tra le confessioni cominciando da quelle cristiane proprio per evitare guerre che con le tecnologie attuali promettono di essere catastrofiche. Come lo sono!

 

Abbiamo voluto presentare tutte queste riflessioni con il tono dubitativo perché la omertà e il silenzio dominano l’intera materia ma la sostanza è evidente a tutti e non ci stancheremo mai di evidenziarla: oggi e sempre nessun popolo vuole la guerra mentre molte leadership la impongono dopo essersi fatti votare con promesse differenti. Uccidendo così la stessa democrazia e la sovranità popolare.

 

Cioè siamo davanti ad un bivio fondamentale per la Soria dell’Umanità; qualcuno dei nostri leader dovrà pure accorgersene!

 

CANIO TRIONE