Crest. Un teatro sotto le ciminiere delle acciaierie di Taranto alla Laterza

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Il 13 Marzo, alle ore 18, Libri & teatro Conversazioni letterarie con protagonisti della scena teatrale, la presentazione del volume Crest. Un teatro sotto le ciminiere (Titivillus).

Intervengono con l’autore Massimo Marino, Clara Cottino (Crest) e Maria Grazia Porcelli (UniBA). 

Il libro rivela un teatro nato nelle periferie culturali d’Italia, dimostrando quanto siano vitali esperienze svoltesi lontano dai grandi centri, anche sotto le ciminiere pestilenti di una fabbrica ingombrante.

Un teatro sotto le ciminiere racconta i quarantacinque anni di vita del Crest, un teatro nato alla fine dei «rivoluzionari» anni Settanta, ostinato a operare in una città del Sud difficile come Taranto, dominata dallo stabilimento siderurgico ex Italsider, ex Ilva, ex Arcelor Mittal, ora Acciaierie Italiane. Narra una vocazione al teatro per le nuove generazioni, al lavoro nelle scuole e nei quartieri di una città frammentata, smarginata, una città «groviera», come la definì Alessandro Leogrande. Racconta un lungo nomadismo alla ricerca, protratta nel tempo, di un luogo stabile per poter meglio creare e agire sul territorio e finalmente l’apertura nel 2009 di una sede di mille metri quadrati, ottenuta grazie al progetto Teatri abitati lanciato dalla Giunta Vendola della Regione Puglia, il TaTÀ, Taranto auditorium Tamburi.

Il lettore viene condotto attraverso spettacoli per i più piccoli, favole e storie di iniziazione che spesso assomigliano a incubi. Ma pure incontra narrazioni sulla storia e il presente di Taranto e creazioni rivolte a un pubblico adulto o senza limiti di età.  

Massimo Marino, saggista e critico, guarda molto teatro, di oggi e del passato.

Su “doppiozero.com” coordina la sezione Teatro  scrive sul Corriere di Bologna  Ha insegnato in vari luoghi e ora è docente a contratto di Laboratorio di critica teatrale al Dams dell’Università di Bari.

Nel 2022 è stato insignito di un premio speciale «Ubu» per il libro   Il poeta d’oro. Il gran teatro immaginario di Giuliano Scabia (La casa Usher, 2022).

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