Pappadai, cominciate procedure per attivazione della diga

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Via libera al percorso di gara—condotto da InnovaPuglia spa, soggetto aggregatore della Regione Puglia—per affidamento lavori  di due interventi : a) ottimizzazione e recupero funzionale delle acque, impianti e apparecchiature dell’Invaso Pappadai ; b) recupero funzionale delle opere e impianti facenti parte del sistema Irrigazione Salento, che saranno eseguiti per conto del Consorzio Bonifica Centro Sud Puglia. Pertanto dopo più di 40 anni la diga Pappadai e il complesso sistema irrigazione talentino verranno messi in esercizio stante il Piano investimento POC(programma operativo complementare) 2014-2020 che ammonta a 6 milioni di euro.

Durata dei lavori? Giorni 180 dalla data di consegna del cantiere per ciascuno dei due interventi.
La struttura Pappadai è una mega opera idraulica d’Apulia cominciata nell’anno  1982. Ad oggi,marzo 2024, lo spesa di pubblico denaro ammonterebbe a 262 milioni di euro. Riversato nel progetto e realizzazione dello sbarramento. Mai entrato in funzione.  Ubicata in località Monteparano,provincia di Taranto,ex feudo del Barone Francesco Antonio Pappadà.  La gestione  in capo al Consorzio speciale per bonifica di Arneo,dal 2011 commissariato–insieme ai Consorzi Terre d’Apulia e Li Foggi e Stornara e Tara—dalla Giunta regionale. Il Commissario straordinario Giuseppe Antonio Stanco nella relazione inviata a presidente e assessori regionali si occupa anche del grande marchingegno  Pappadai. Scrive: ”Invaso completato,ci sono  spese di vigilanza e quelle per  collaudazione sperimentale che hanno comportato operazioni di riempimento e svuotamento della diga…Per affidamento invaso al Consorzio occorre vi sia concorso con altri soggetti nelle spese di gestione,nel rispetto del programma fondativo”.

Il Programma di irrigazione fondato sull’accumulo di non pochi milioni di metri cubi d’acqua , proveniente dalla diga lucana di Montecotugno.Per fare? Dissetare popolazioni e campagne delle province di Brindisi  Taranto e Lecce. E quindi la pioggia di finanziamenti sborsati da Cassa per il Mezzogiorno,Agensud, Ente irrigazione di Puglia Lucania e Irpinia, Ministero Agricoltura,Comunità Europea, Regione Puglia, Comitato interministeriale per la programmazione economica.

Non esiste un rendiconto ufficiale e dettagliato dei soldi fin qui consumati.  Visionando incarti e delibere e protocolli d’intesa ministeriali si apprende che, sul totale presunto di 262 milioni di euro, 120  sono stati utilizzati per le tubature , 40 nella realizzazione del primo e secondo lotto, 30 in adduzione acque del fiume Sinni, 26 per completamento nodo idraulico di Sava, 20 per infrastrutture volte a  favorire l’agibilità della diga, 6,5  in impianti di derivazione dello schema Chidro-Sinni e vasca di regolazione a Monteparano.

Il giorno 4 febbraio 2011 due piloti dell’elicottero della Guardia di Finanza,causa avarìa, restano bloccati in volo. Si trovano nei pressi dell’argine Pappadai e  fanno ammaraggio dentro le acque maleodoranti del serbatoio idrico. Colmato parzialmente grazie alle attività di collaudo sperimentale.  Dopo l’allarme di un contadino i piloti sono stati soccorsi da un elicottero della Marina Militare, sani e salvi. Poi dice che Pappadai sarebbe una delle opere pubbliche più superflue,e costose, d’Italia.
 

 Nino Sangerardi

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