Canone unico patrimoniale mercatale, CasAmbulanti: “dopo due anni i comuni sembrano adeguarsi”

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 La corretta applicazione del canone unico patrimoniale mercatale da parte dei comuni continua a far discutere. Le norme nazionali in materia di C.U.P.M. sembrano infatti essere ancora disattese da molti comuni della Regione Puglia, in particolare del barese. Con la finalità di evitare non solo confusione da parte dei comuni ma anche un reale danno economico derivante dalla disapplicazione della legge, a febbraio 2022 partì una nota a firma del Responsabile dell’Ufficio Amministrativo di CasAmbulanti Puglia, indirizzata ai sindaci dei comuni attraverso l’A.N.C.I.. Una nota con la quale si invitava proprio i sindaci ad applicare correttamente la norma sul canone patrimoniale che dal 2021 ha sostituito la vecchia tassa di occupazione suolo pubblico e del c.o.s.a.p..

L’introduzione del canone unico patrimoniale mercatale, quindi, avrebbe dovuto rappresentare un significativo abbattimento tariffario per gli ambulanti dei mercati, grazie anche alla battaglia nazionale che CasAmbulanti ha combattuto sul campo, in sede governativa, nel periodo delle manifestazioni contro la Direttiva Bolkestein. Sono stati numerosi quei comuni che hanno recepito correttamente quanto indicato nella nota di CasAmbulanti, poi riaffermato da ben due Risoluzioni esplicative del M.E.F., ma anche tantissimi quei comuni che hanno disatteso la norma nazionale, provocando un enorme danno economico agli ambulanti ma anche un introito finanziario illegittimo per i comuni.

A fare ulteriore chiarezza è proprio l’Ufficio Amministrativo di CasAmbulanti da cui dichiarano: “il percorso è ancora molto faticoso e molti comuni si ostinano a disapplicare la norma nazionale. Apprendiamo con soddisfazione che sono numerosi quei comuni che stanno recependo le indicazioni applicative, come nel caso ultimo di Bitonto, ma ancora non siamo soddisfatti e continueremo a portare avanti la nostra battaglia a favore della categoria. Le circolari del Ministero ci danno ragione ed anche i Prefetti si sono espressi ribadendo quanto sin dall’inizio da noi sostenuto. Purtroppo quei comuni che disapplicano la norma hanno approvato dei Regolamenti in periodo Covid, senza alcuna forma di concertazione quindi “sbagliando sa soli”, con la conseguenza che gli ambulanti sono chiamati a pagare cifre fuori contesto e di gran lunga superiori rispetto a quanto effettivamente dovuto.

Anche nella città di Andria abbiamo da tempo aperto un contenzioso. Oggi, grazie all’arrivo del Dirigente del Servizio Tributi della città federiciana, siamo riusciti ad ottenere un incontro richiesto da tanti mesi ma ancora inevaso. Un incontro che si è già svolto in sala giunta lo scorso martedì 27 febbraio, anche alla presenza dell’assessore alle Finanze, che si ripeterà giovedì 7 marzo presso il Settore Tributi in via Bari. Siamo certi che con il neo Dirigente troveremo una soluzione condivisa per rimediare a quelle che sono incongruenze da noi già ampiamente contestate” – concludono da CasAmbulanti nella nota stampa.

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