Vittime di illegalità, usura e racket, La Commissione criminalità al lavoro in difesa dei cittadini

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All’attenzione della Commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia il tema delle vittime di usura ed estorsioni nel mondo dell’imprenditoria e della piccola imprenditoria agricola.

Il presidente della Commissione, Renato Perrini, ha ascoltato i rappresentanti dell’Associazione Movimento Legalità e il presidente dell’Associazione Antiracket, Renato De Sciciolo.

Perrini ha offerto disponibilità della Commissione a portare in Consiglio una proposta di legge nazionale che risponda alle richieste delle associazioni impegnate nella prevenzione e nella protezione delle vittime di usura.

In particolare le associazioni chiedono una moratoria per i debiti delle aziende agricole sottoposte a misure esecutive e una legge che colmi un vulnus utile al proliferare della speculazione – soprattutto criminale –  nelle aste giudiziarie. Si tratterebbe di indicare un range di ribasso oltre il quale il giudice dovrebbe (ora invece può, in modo discrezionale) bloccare l’asta in caso di eccessivo ribasso. Chiedono poi di utilizzare i fondi attualmente destinati a Cofidi per un fondo di garanzia per le aziende in difficoltà debitorie che non hanno la possibilità di ottenere crediti bancari.

Perrini ha invitato sia l’Associazione Movimento Legalità sia l’Associazione Antiusura a inviargli le loro proposte per poter avviare un confronto con le strutture tecniche del Consiglio regionale e tracciare le possibili azioni.

«L’usura è la manifestazione di un disagio sociale che trova un terreno fertile di sviluppo soprattutto nel microcosmo delle piccole imprese”. Così il presidente della Commissione criminalità, Renato Perrini. – Non appena la vittima cade nella rete dell’usuraio, inizia, anche con l’ausilio di tecniche intimidatorie, una spirale perversa e pericolosa».

Per questo il presidente Perrini ha accolto la sollecitazione della consigliera Grazia Di Bari (rappresentata in Commissione da Marco Galante), di puntare l’obiettivo su questi temi e in particolare sullo sportello antiracket del Comune di Canosa di Puglia.

Il vicesindaco del Comune di Canosa di Puglia, Fedele Lovino, ha spiegato che l’amministrazione comunale non ha mai intesto chiudere lo sportello antiracket come si è letto su alcuni giornali, pur constatando che   in realtà la popolazione non ne ha molto usufruito.

«Come amministrazione comunale, continueremo a sostenere il presidio di comunità – ha detto Lovino –  lo sportello non chiuderà, ma è indispensabile riempire di contenuti le associazioni, per poter fornire il supporto corretto a coloro che sono vittime. Noi siamo disponibili al confronto pieno e alla collaborazione».

«È essenziale la presenza sul territorio di istituzioni e associazioni. Un rapporto diretto con la società consente, infatti, di individuare preventivamente le realtà più a rischio intervenendo a sostegno dei soggetti più deboli»– ha continuato il presidente Perrini.

La vicepresidente della Commissione, Debora Ciliento, ha sottolineato che è necessario snellire le procedure burocratiche «così da poter concedere, nel più breve tempo possibile, i benefici previsti dalle norme antiracket ed antiusura a chi ne ha il diritto, tutto ciò nella consapevolezza che perché il contributo sia realmente utile occorre sia tempestivo».

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