Politiche giovanili. Fabio Romito: “Presto in Consiglio una Proposta di legge sull’universo-giovani”

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«Molto presto presenterò in aula una Proposta di Legge regionale che investirà direttamente l’universo giovanile. Negli ultimi anni, infatti, ci si è molto preoccupati della formazione delle risorse intellettuali pugliesi, ma non altrettanto di innescare, a loro beneficio, concrete possibilità di rientro in Puglia. Con questa proposta, cercheremo di sollevare interesse sul divario nord-sud, una situazione unica in Europa, un continente in cui si sono risolte incongruenze ben più rilevanti, come quelle tra Germania ovest ed ex DDR, ora ampiamente integrate. Da questo punto di vista, è un obbligo morale fare molto di più».

Ha esordito così il consigliere regionale della Lega, Fabio Romito, intervenuto all’evento, da lui stesso promosso, su un tema di nodale importanza, come quello dell’emigrazione dei giovani della terra di origine, simboleggiata dalla cultura dell’ulivo, protagonista del cortometraggio “Abulivia”, opera del cineasta ruvese Michele Pinto e tratto da uno spettacolo teatrale del 2008 di Francesco Tammacco. 

«È abitudine diffusa, quando si affrontano le campagne elettorali, – ha ripreso Romito – evitare la trattazione organica dell’argomento-giovani, lasciandola ai margini dei discorsi. La fuga dei cervelli e delle energie fresche, a vantaggio del nord che ne recepisce il meglio, è un terreno su cui il legislatore investe ancora poca energia. È dovere della politica risvegliare l’attenzione sul punto, prima che sia troppo tardi e la memoria vada dispersa».

La presentazione del cortometraggio, che ha riscosso significativi successi in tutto il mondo, raggiungendo (unico caso italiano) il 48esimo posto su 536 partecipanti alla Coppa del mondo di categoria, è stata coordinata da Alessia Di Terlizzi, con la partecipazione di attori e personaggi legati all’universo della scuola e delle tradizioni popolari. Tema filmico, come già anticipato, la cultura millenaria dell’ulivo, il legame viscerale della pianta con i pugliesi e la rabbia per la perdita progressiva di una memoria di lavoro e di sostegno vitale, la cui parafrasi è l’eradicazione di un albero ultracentenario destinato ad un giardino anonimo a settentrione. A corredo di una narrazione teatrale ricca di pathos, il ricordo di Gaetano Salvemini e don Tonino Bello e l’invito ai giovani di non mollare.

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