Giochi del Mediterraneo, Fitto: “con la Regione Puglia confronto sempre aperto”

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«Ci sono due modi per commentare le sentenze: leggere in modo superficiale con l’intento di fare polemica politica, oppure leggerle con attenzione e per intero. È evidente che per il rispetto istituzionale che ho nei confronti della Corte Costituzionale ho letto con molta attenzione e più volte la sentenza prima di commentarla». Lo scrive il ministro per gli Affari europei, il Sud le Politiche di Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto.

«Con la sentenza n. 31 del 2024, depositata oggi, la Corte Costituzionale ha dichiarato infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regione Puglia in merito alla istituzione di un Commissario straordinario al fine di assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto nel 2026. In tal modo, la Corte Costituzionale riconosce piena legittimità all’iniziativa del Governo, volta a dare certezza ai tempi di realizzazione delle opere necessarie all’organizzazione dell’evento. Con la stessa sentenza, la Corte ha dichiarato necessaria l’acquisizione di un’intesa con la Regione Puglia ai fini dell’adozione dei decreti interministeriali di approvazione del programma delle opere infrastrutturali occorrenti per lo svolgimento dei Giochi. Al riguardo, la Corte costituzionale ha sottolineato che tale intesa è comunque superabile dal Governo qualora non fosse possibile raggiungerla all’esito delle trattative”, aggiunge Fitto. “Il Governo sta lavorando per garantire il successo dei Giochi del Mediterraneo a Taranto, nel 2026, in collaborazione con tutte le istituzioni e quindi anche con la Regione Puglia, che come membro del Nuovo Comitato Organizzatore dei Giochi ha già preso atto del programma delle opere da realizzare, presentato dal Commissario a novembre scorso. Continueremo a lavorare con tutte le istituzioni coinvolte, anche per la celere adozione del decreto di approvazione del programma delle opere infrastrutturali occorrenti. Il confronto è e rimarrà costante», conclude il ministro.

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