Conserva: “Il Governo su ex Ilva è lungimirante a cominciare dalla scelta del commissario straordinario Quaranta. Adesso il rilancio”

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«Finalmente si fa sul serio. Il Governo e il ministro Adolfo Urso, in particolare, dimostrano per la prima volta di avere un progetto per l’ex stabilimento Ilva di Taranto. La scelta di nominare commissario di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria Giancarlo Quaranta, è lungimirante; un provvedimento apprezzato da tutti gli attori in campo, a cominciare dalle organizzazioni sindacali con cui è avviato ormai un dialogo proficuo, per passare a tutti gli stakeholders. E’ un dialogo che mancava da lungo tempo». 

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Giacomo Conserva, commenta con soddisfazione la visita a Taranto del ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. «L’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, continuava a nascondere la polvere sotto il tappeto – prosegue Conserva che ha accompagnato il ministro con tutti i parlamentari del territorio ed amministratori – dicendo che tutto andava bene salvo poi scoprire che l’ex Ilva perde ogni giorno 4 milioni di euro. Ulteriore dimostrazione è data dal fatto che è funzionante, e peraltro a basso regime, solo l’altoforno 4”. “Da oggi in poi – sostiene Conserva – c’è una strategia ben definita da parte del Governo e del ministro Urso. Come egli stesso ha dichiarato nel corso della sua visita, la prima cosa da fare è mettere in sicurezza l’azienda, tutelare tutti i lavoratori, non solo quelli interni all’impianto e che lavorano alla manutenzione ma anche quelli dell’indotto». 

«Bisogna programmare un percorso per i lavori finalizzati alla decarbonizzazione. E’ indispensabile, come ha detto lo stesso ministro, tutelare l’ambiente e la salute dei tarantini, aumentando pian piano nuovamente la produzione che forse è la più bassa da quando l’ex Ilva esiste. Vanno eseguite opere per rendere appetibile l’impianto ad eventuali investitori. La programmazione è seria – conclude il capogruppo della Lega – lo dimostra il fatto che il ministro sarà a Copenaghen per incontrare il vice presidente della Commissione Ue, Vestager, perché se l’Europa deve acconsentire ad un prestito ponte da 320 milioni, è naturale che chieda in cambio garanzie, non solo legate alla restituzione del prestito, ma relative al rilancio dello stabilimento». (foto Valle D’Itria News)

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