Casili: “Martedì ripresenteremo l’emendamento per l’abrogazione della doppia conformità”

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«Abbiamo presentato nel disegno di legge Omnibus un emendamento per abrogare l’articolo 63 del Bilancio di previsione con cui veniva eliminata la doppia conformità edilizia. Un articolo contro cui ci eravamo battuti anche in Aula al momento della discussione del bilancio regionale, segnalandone l’incostituzionalità. Da allora abbiamo portato avanti un percorso lineare per chiedere di fare un passo indietro rispetto a quella decisione. Per farlo purtroppo è stato necessario l’intervento del Governo, che nelle scorse settimane ha inviato una nota al Consiglio dei Ministri e alla Regione Puglia sottolineando come la norma apparisse ‘lesiva della potestà legislativa statale in materia di governo del territorio’. Dispiace che ancora una volta sia stato necessario arrivare a questo, invece di agire per tempo e rinviare la discussione dell’articolo in commissione, con tutti gli attori interessati, come avevamo chiesto. Seppur in ritardo, non possiamo che apprezzare il fatto che si anticipino i tempi per l’abrogazione della norma, non aspettando l’Omnibus e discutendo l’emendamento già nella prossima seduta del Consiglio. Saremo lieti di far sottoscrivere lo stesso ai colleghi di maggioranza e opposizione, perché lo spirito è quello di lavorare insieme ad una normativa urbanistica organica».

Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Cristian Casili.

 «Dispiace – continua Casili – che si sia deciso di approvare questa norma infilandola in Bilancio senza alcun confronto con gli ordini interessati e senza tener conto del referto tecnico negativo da parte degli uffici. Un tentativo già fatto in altre Regioni con lo stesso risultato: l’impugnativa da parte del Governo. La doppia conformità infatti è stata stabilita dal legislatore nazionale proprio per evitare che gli strumenti urbanistici fossero modificati per sanare gli abusi. L’articolo rischiava anche di vanificare quanto di buono è stato fatto con il Piano Casa, con le conseguenti critiche di urbanisti, architetti e associazioni ambientaliste. Ora abbiamo la possibilità di rimediare, per poi avviare una discussione su una riforma organica in edilizia, partendo dall’ascolto e dal confronto con tutti gli attori interessati».

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