Focus di Arti sull’analisi per genere dei laureati negli atenei pugliesi

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Il capitale umano è uno dei principali fattori chiave per la crescita e lo sviluppo di un territorio. Si crea e si sviluppa, innanzitutto, grazie all’istruzione e alla formazione, oltre che attraverso condivisione di esperienze, collaborazioni, apprendimento in contesti informali. Ma quante sono le laureate e i laureati negli Atenei pugliesi? Esiste nella formazione un gender gap? E di che portata? E quali sono i dati nell’alta formazione artistica, musicale e coreutica?

Con i due ultimi numeri della rubrica di informazione statistica In Pillole Arti – Agenzia regionale Tecnologia e Innovazione ha analizzato nel dettaglio i laureati negli atenei pugliesi suddividendoli per genere e gruppo disciplinare del corso di studio, a partire dai dati offerti dall’ANS l’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati gestita dal Ministero dell’Università e della Ricerca. 

Mediamente, nell’ultimo quinquennio (2018-2022), presso gli atenei pugliesi si sono laureati oltre 14mila studenti per anno, con una prevalenza strutturale di donne su uomini, il 60% circa. Ad un’analisi più approfondita per gruppo disciplinare e aree disciplinari in cui questi dati sono stati raggruppati, tuttavia, emergono delle differenze.

La percentuale di laureate è superiore al 50% per tutti i gruppi disciplinari all’interno delle Aree sociale e umanistica, con punte nel 2022 del 95,8% per il gruppo Educazione e formazione, dell’83,4% per il gruppo Linguistico (entrambi nell’area umanistica) e dell’83,1% per quello Psicologico (quest’ultimo nell’area sociale). Nell’Area disciplinare sanitaria, invece, si registra una netta prevalenza di laureate nel gruppo Medico-sanitario e farmaceutico (72,3%), mentre prevalgono i laureati nel gruppo Scienze motorie e sportive (dove le laureate sono solo il 33,7%).

Diversamente, nell’Area scientifica la percentuale di laureate cala fino al 39,2%. Particolarmente esigua la rappresentanza di laureate nei gruppi Informatico e tecnologie ICT (17,6%) e Ingegneria industriale e dell’informazione (27,3%). Gli unici due gruppi di questa area in cui le laureate superano i corrispettivi colleghi laureati sono Scientifico (57,1%) e Agrario-forestale e veterinario (53,3%).

Gli open data tratti dall’anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati (ANS) forniscono anche dati sugli studenti in Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), ossia dal sistema costituito dai Conservatori statali, dalle Accademie di Belle Arti (statali e non statali), dagli Istituti musicali ex pareggiati promossi dagli enti locali, dalle Accademie statali di Danza e di Arte Drammatica, dagli Istituti Statali Superiori per le Industrie Artistiche, nonché da ulteriori istituzioni private autorizzate dal Ministero al rilascio di titoli aventi valore legale. I titoli rilasciati dalle istituzioni AFAM hanno infatti valore legale equiparato ai titoli universitari.

In particolare, per quanto riguarda la Puglia, sono tre le categorie di istituto operanti in regione: Accademia di Belle Arti statale (a Bari, Foggia e Lecce); Conservatorio di Musica statale (a Foggia, Rodi Garganico, Bari, Monopoli, Taranto, Lecce e Ceglie Messapica); l’Istituto Musicale Pareggiato (a Taranto), per complessive 11 sedi distribuite sul territorio regionale. 

Nel triennio 2020-2022, in Puglia, si sono diplomati circa mille studenti ogni anno presso gli istituti AFAM per corsi di diploma accademico di primo e secondo livello e del vecchio ordinamento, complessivamente. Rispetto agli studenti laureati presso gli atenei pugliesi, la prevalenza di studentesse è lievemente meno marcata: nel 2022 si è attestata al 54,3%; la media sul triennio esaminato è al 55,3%. Secondo l’elaborazione di ARTI per il 2022 nelle due aree di corso di tipo artistico, Arti visive e Progettazione e arti applicate, prevalgono le diplomate, con percentuali del 68,2% e del 70,4%, rispettivamente. In questi corsi rientrano, tra gli altri, quelli di pittura, scultura, decorazione (vari indirizzi), scenografia, grafica, editoria artistica, moda.

Di converso, nelle aree di corso di tipo musicale, solo nei corsi di Canto e teatro musicale (64,6%), Strumenti ad arco e a corda (59%) e Didattica della musica (55,6%) prevalgono le diplomate. Particolarmente esigua la rappresentanza femminile nei corsi di Teoria e analisi, composizione e direzione (solo il 18,5%).

«I dati emersi tracciano un’analisi rilevante che evidenzia, ancora una volta, la netta cesura di “genere” tra discipline scientifiche e umanistiche queste ultime ancora fortemente contraddistinte da un’alta percentuale femminile e di contro la pesante assenza delle donne nelle aree scientifiche e tecnologiche. Noi come Arti – afferma il Commissario Straordinario di Arti Alfonso Pisicchio – continueremo ad approfondire informazioni e dati su questi temi affinché si possano individuare percorsi che garantiscano le pari opportunità e colmare i divari tra i generi in ambito formativo e culturale dei cittadini pugliesi». (foto LecceSette)

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