«Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo», il caffè spirituale di mons. Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE                             

  MERCOLEDÌ 07 FEBBRAIO 2024

MERCOLEDÌ DELLA V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

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«Venite: prostrati adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il Signore, nostro Dio». (Cf. Sal 94,6-7)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO

Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

✠ Dal Vangelo secondo Marco jMc 7,14-23).
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

San Gregorio Magno [(ca 540-604)],

papa, dottore della Chiesa

Libro XI, SC 212 

“Dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive”

      “Chi può esser giudicato con me? Venga!” (Gb 13,19 Vg) Un santo deve all’assistenza di Dio di guardarsi così bene nell’operare che da fuori non si trovi contro di lui alcun capo d’accusa; e internamente è vigilante nei pensieri tanto che, se la cosa non fosse impossibile, apparirebbe sempre impeccabile agli occhi del giudice interno.

      Ma se può giungere a non sbagliare esternamente nell’azione, internamente non può giungere a non sbagliare mai nel pensiero. Poiché, essendo caduta nell’intimo del suo essere, la coscienza dell’uomo è sempre su una china scivolosa. Persino il santo Giobbe parla dunque tanto in suo nome che a nome degli eletti quando dice: “Chi può esser giudicato con me? Venga!” Nella sua condotta esteriore non ha nulla che possa essere rimproverato ed è in quanto uomo libero che egli chiama un accusatore.

      Ma il cuore del giusto si rimprovera a volte pure lui per un folle pensiero ed è senza dubbio quanto spiegano le nuove parole: “Che cosa ho quindi da consumare in silenzio?” (cf. Gb 13, 19 Vg) E’ in silenzio, infatti, che si consuma l’uomo che, rimproverandosi per un pensiero folle, si sente morso dal dente della coscienza. E’ consumarsi, infatti, in silenzio e trovare in sé come un fuoco che divora.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE 

Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, o Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo». (Cf. Mt 4,23)

In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.+ don Francesco

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