Puglia, Nocco (Fdi): regione si attivi per abbattimenti cinghiali, basta tentennamenti, strumenti ci sono

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“Almeno dinanzi alla tragica perdita di una vita, la Regione Puglia deve iniziare a darsi da fare per fronteggiare l’emergenza fauna selvatica e smetterla con un lassismo che ha solo provocato danni all’economia e ora concorre al decesso di una donna di 48 anni, oltre a mettere ogni giorno a rischio la sicurezza dei pugliesi”.  Lo dichiara la senatrice Maria Nocco, esponente pugliese di Fratelli d’Italia in relazione all’incidente mortale avvenuto, la notte scorsa, sulla strada statale 580 tra Ginosa e Ginosa Marina, nel tarantino, a causa di un grosso cinghiale sulla carreggiata.

«La sinistra continua a voler preferire il semplice monitoraggio: mi chiedo se per loro la presunta preservazione della biodiversità della fauna selvatica abbia più importanza della vita delle persone – prosegue Maria Nocco (Fdi) – Appena una decina di giorni fa, l’assessore regionale Anna Grazia Maraschio ribadiva, infatti, di non voler procedere ad alcun abbattimento di animali dinanzi al ritrovamento degli esemplari nel comune salentino di San Cataldo. Sinora l’eccessiva presenza della fauna selvatica aveva creato squilibri sui territori a danno di bovini, equini, ovini, caprini ma anche cani e animali da cortile. Una problematica che si ripercuote su molteplici piani, a cominciare da quello economico-produttivo con un progressivo abbandono delle aree rurali. Oggi, purtroppo, registriamo un decesso che forse poteva essere evitato se le Istituzioni avessero fatto il proprio compito».

«Fratelli d’Italia ha da sempre affrontato con lucidità la questione, sin dai ranghi dell’opposizione con una risoluzione approvata dal Senato nel giugno 2021 – continua la senatrice pugliese – Impegni che i governi precedenti hanno disatteso e su cui, invece, il ministro Francesco Lollobrigida sta lavorando con estrema determinazione e serietà. Abbiamo previsto l’aumento significativo del controllo faunistico mediante tecniche selettive anche al di fuori delle aree protette e l’ampliamento della platea degli operatori che possono realizzare tali attività così da fronteggiare i cinghiali che ogni anno causano 200 milioni di euro di danni al comparto agricolo, sono responsabili di un incidente stradale ogni 48 ore e provocano la diffusione di malattie come la Peste Suina Africana che danneggiano le nostre produzioni alimentari, con relativo massiccio abbattimento dei capi per contenerla. Ora – conclude Maria Nocco (FDI) – tocca alla Regione Puglia che deve smetterla di tentennare e deve dotarsi urgentemente di un piano regionale per il controllo numerico dei cinghiali».

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