Ex Ilva: Palombella, ‘con dl ultimo tentativo per salvare 20mila posti lavoro, fare in fretta’

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Ma emendare Dl su gestione cigs in deroga e prevedere integrazione salariale

«Ancora una volta il Governo è stato costretto a utilizzare la decretazione di urgenza per evitare conseguenze catastrofiche. Questo potrebbe essere l’ultimo tentativo per salvare 20mila posti di lavoro e altrettante famiglie, risanare l’ambiente e salvaguardare la più importante acciaieria italiana. Vi chiediamo di fare in fretta per sbloccare questa grave deriva”. Così il leader Uilm, Rocco Palombella, commenta il dl che consente l’amministrazione straordinaria per l’ex gruppo Ilva nel corso dell’audizione dei sindacati in Commissione al Senato. Un decreto dunque, “necessario”, prosegue anche se per la Uilm è essenziale che si provveda a sbloccare immediatamente i 320 milioni che dovranno garantire totalmente i creditori funzionali alla continuità produttiva: i lavoratori dell’indotto, le rispettive aziende, i fornitori, la logistica, i servizi». Il 40% dei lavoratori dell’indotto, esemplifica Palombella, infatti, non ha ancora ricevuto lo stipendio di dicembre e la tredicesima mentre si stanno registrando i primi licenziamenti nelle aziende dell’appalto.

«Solo un’uscita incondizionata in queste ore di ArcelorMittal può evitare il ricorso all’amministrazione straordinaria. Per questa ragione, vi chiediamo di integrare il Decreto Legge in discussione con le nostre proposte e con quelle già fatte prima di noi dalle aziende dell’indotto, dei fornitori e della logistica», dice sollecitando l’attenzione del governo sulla gestione transitoria della cigs per i lavoratori di Acciaierei d’Italia attualmente sospesi e su una necessaria integrazione salariale. «E’ nota la nostra contrarietà alla concessione della cassa integrazione negli anni 2022- 2023 per 3.000 lavoratori, poiché mancavano i requisiti minimi. A partire dal secondo semestre 2023 e per tutto il 2024, il Governo ha previsto la concessione di un ulteriore anno di cigs in deroga con la legge di bilancio privandoci del confronto previsto dalla legge. Vi chiediamo dunque – spiega– di integrare l’attuale decreto in discussione con quanto previsto dalla legge nella parte relativa alla gestione della cassa: numero dei lavoratori interessati alla sospensione o riduzione di orario e delle ragioni che rendono non praticabili forme alternative di riduzioni di orari; criteri di scelta dei lavoratori da sospendere, che devono essere coerenti con le ragioni per le quali è richiesto l’intervento; modalità della rotazione tra i lavoratori».

«Non solo. Per attenuare gli effetti negativi di una cassa integrazione che dura ormai dal 2019, si rende necessario, chiede ancora Palombella, limitatamente al periodo del ricorso alla cigs, un’integrazione salariale». La Uilm infine chiede anche l’applicazione degli impegni assunti con l’accordo sindacale del 6 settembre 2018, e successivamente riconfermati da Acciaierie d’Italia, relativi alle tutele occupazionali per i lavoratori in Ilva Amministrazione straordinaria «che già a partire da agosto 2023 dovevano essere assunti in Acciaierie d’Italia».

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