Ex Ilva, sindaco Taranto: “parlamentari ci aiutino a correggere decreto su as”

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«Entro i prossimi 60 giorni i parlamentari ci aiutino a correggere il decreto legge sull’Amministrazione Straordinaria dell’ex Ilva. Occorre mettere rapidamente in sicurezza i crediti dell’indotto e far ripartire il tavolo per l’accordo di programma». Lo afferma il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

«Ringrazio il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha inteso aggiornarmi sullo stato dei lavori riferibili alle sorti dello stabilimento siderurgico», aggiunge.«A lui e al Governo, quando ci verrà dato modo di sederci ad un tavolo di discussione più formale, forniremo tutto il supporto possibile nell’interesse esclusivo della comunità ionica».

«E muovendo da questi principi – continua Melucci – al signor Ministro ho sottolineato che resteremo molto preoccupati finché non potremo osservare che, nella fase della conversione in legge al Parlamento del decreto-legge che introduce l’Amministrazione Straordinaria di Acciaierie d’Italia, non siano posti i correttivi essenziali per la tenuta socio-economica della nostra comunità e del sistema di imprese locali, come delle priorità connesse al tipo di piano industriale, con le sue implicazioni ambientali e sanitarie. Intendo dire, più nello specifico, che bisogna assicurare in deroga alla norma di carattere generale la salvaguardia di tutti i crediti correnti vantati dall’indotto tarantino, oltre a una garanzia su qualche forma di recupero o cartolarizzazione dei cospicui crediti pregressi».

«Situazioni, a mia memoria – sottolinea il sindaco – già assicurate alla transizione di altri siti, come Piombino. Ugualmente, se all’Amministrazione Straordinaria non verrà dato un forte e chiaro mandato per la sottoscrizione di un accordo di programma che abbia al suo cuore l’obiettivo del fermo definitivo ed in breve volgere di tempo delle fonti inquinanti, con la previsione dunque del cambio radicale delle tecnologie produttive, non potremo che dirci insoddisfatti e scettici sull’orizzonte della intera filiera».

«Possiamo occuparci tutti insieme – conclude Melucci – dell’interesse strategico nazionale solo dopo che si saranno evitati altri abusi e altre ferite alla comunità ionica, ormai allo stremo».

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