Fine vita, Amati: “Vogliamo essere i primi in Italia? Votiamo in Consiglio una legge”

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Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale della Puglia di Azione Fabiano Amati.

«Esaminiamo subito in Consiglio regionale la mia proposta di legge, iscritta da mesi all’ordine del giorno. Certo, abbiamo già qualcosa. Quel qualcosa è una delibera della Giunta regionale, la n. 18 del 2023. Ma è sufficiente? Penso di no.

La delibera della Giunta regionale fu adottata per evitare di esaminare la proposta di legge promossa da me il 7 ottobre 2022, dopo l’affondamento di una precedente proposta del 14 giugno 2022: insomma, due iniziative legislative regionali promosse ben prima dell’iniziativa – meritoria – dell’associazione Coscioni, diretta a per stimolare l’approvazione di venti leggi regionali, raggiungendo così l’effetto di una regolazione che il Parlamento nazionale omette da tanti anni.

Fatto sta, come detto, che la nostra proposta di legge regionale è da tantissimi mesi iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale, in attesa di essere esaminata.

La Puglia potrebbe ancora essere – dopo la bocciatura della proposta di legge in Veneto – la prima regione italiana ad attuare con legge regionale il procedimento indicato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 249 del 2019, ed invece siamo ancora nell’incertezza. Uno stato di limbo ingiustificato, poiché non si tratta di decidere su SÌ o NO al fine vita, ma solo di attuare con norme chiare il procedimento indicato dalla Corte costituzionale, con la sua sentenza additiva di prestazioni; rendere cioè più agevole l’esercizio di un diritto civile, che non può essere ostacolato per motivi attinenti a dinamiche politiche o convincimenti religiosi.

Certo, c’è la delibera della Giunta regionale, ma essa si limita a indicare il Comitato etico competente e l’indirizzo generale ad attuare la sentenza della Corte costituzionale. Nulla chiarisce e dettaglia, invece, in ordine al procedimento d’accesso e relative verifiche sulle condizioni di tale accesso; alle modalità di esercizio dell’obiezione di coscienza; alle modalità di erogazione della prestazione e alla sua gratuità. Elementi, questi, importantissimi, per scandire il passaggio dalla finalità alla pratica di ogni giorno.

È spesso nelle carenze normative sulle questioni più pratiche che si nasconde l’effetto dell’elusione di norme e principi che, in teoria o sulla carta, ci appaiono già conseguiti. Per questo una legge regionale è ancora la cosa più opportuna da farsi, dobbiamo solo votarla in Consiglio».

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