Manduria, condannati i tre fratelli pastori: violenza ed estorsioni per colpa di pesticidi

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Confermata la condanna dalla corte di cassazione dei tre fratelli manduriani allevatori di bestiame finiti sotto processo e condannati con l’accusa di minacce ed estorsione.

I tre pastori messapici pretendevano che i proprietari di alcuni terreni non dovessero utilizzare diserbanti. Perché, sempre secondo gli allevatori, parte del proprio bestiame era stato avvelenato durante il pascolo. Per i tre imputati di 48, 56 e 59 anni. E loro agire tutelava una legittima pretesa e non il reato di estorsione, ossia quella di tutelare il proprio bestiame, minacciato dall’avvelenamento e chiedendo per questo risarcimento del danno.

Per i proprietari, invece, l’uso dei pesticidi non interessava i fondi degli imputati. Quelli delle persone offese, dichiarando invece di essere stati più volte in più occasioni vittime di minacce e di violenze anche fisiche da parte dei pastori. E questo è l’impianto accusatorio confermato dai giudici di primo e secondo grado per la ricostruzione dei fatti e anche dalla Corte Suprema. (antennasud)

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