Ex-Ilva: salta divorzio consensuale, arriva amministrazione straordinaria

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Salta il divorzio consensuale tra Governo e ArcelorMittal per una soluzione meno traumatica sul futuro dell’ex gruppo Ilva: il governo si prepara ora all’amministrazione straordinaria. L’esecutivo, infatti, ha approvato ieri in serata un decreto legge ad hoc con cui rafforzare alcune misure a tutela della continuità produttiva e occupazionale delle aziende in crisi in amministrazione straordinaria che spianerebbe la strada alla decisione giudicata dal governo, secondo quanto s’apprende, ormai ‘inevitabile’. Un epilogo che arriva al termine di una giornata convulsa che ha visto un durissimo scambio di accuse tra i soci di Accierie d’Italia combattuta senza esclusione di colpi. E poi, il fatto che Invitalia, denunciavano ancora fonti vicine a Mittal, non fosse disposta ad acquisire la quota residua di ArcelorMittal.

«Dal momento che il Governo ha espresso la volontà che ArcelorMittal esca da Adi A.M ha anche avanzato la proposta di cedere le proprie azioni rimanenti direttamente a Invitalia o a un altro investitore gradito al Governo. Tuttavia, Invitalia non è disposta ad acquisire la quota di A.Mittal», spiegavano.

Secca la replica del socio pubblico giunta da fonti vicine al dossier: “Invitalia, operando su mandato del governo, ha sempre dato disponibilità a sostenere la società e ad esplorare e percorrere ogni soluzione compatibile con la normativa vigente, sia nazionale che comunitaria. ArcelorMittal si è sempre rifiutata di partecipare al sostegno del Piano industriale approvato in Assemblea anche con il proprio voto favorevole”, era la controaccusa.

Il governo dunque si prepara all’amministrazione straordinaria e all’arrivo dei commissari: rafforza gli strumenti a disposizione in vista della dead line prevista per domani con A.Mittal, a tutela della produzione e dei lavoratori. E prevede, come spiegano da Palazzo Chigi, garanzie di cassa integrazione straordinaria: «vengono esclusi perciò dalla cigs i lavoratori impegnati nella sicurezza e nella manutenzione degli impianti, per consentire che restino operativi» e viene rassicurato anche l’indotto che paventava l’amministrazione straordinaria.

«Rimangono ferme le disposizioni, già inserite nell’ordinamento, a tutela delle piccole e medie imprese creditrici». Giovedì, 18 gennaio, sarà la volta del round con i sindacati con i quali, spiega ancora palazzo Chigi, «proseguire il confronto avviato da tempo sul futuro dell’acciaio in Italia».

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