Ex Ilva. Bonelli: qualcuno deve fare mea culpa, Taranto distrutta

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«Qualcuno deve fare il mea culpa. Era sufficiente informarsi sui numerosi processi e violazioni ambientali a carico della multinazionale indiana in tutto il mondo per capire quali fossero le politiche di questa società. In Canada, ad esempio, è stata sotto inchiesta per 39 capi d’imputazione, accusata di aver contaminato le acque rilasciando sostanze nocive nella miniera di Fermont, in Quebec, tra il 2011 e il 2013. In Francia, ArcelorMittal è stata sotto processo per l’inquinamento della Mosella, vicino a Thionville, con accuse di sversamento di acido cloridrico nel fiume. Processi simili si sono tenuti in Sud Africa per inquinamento e danni alla popolazione nelle aree di Boipatong, Sharpeville e Sebokeng, vicino a Johannesburg. Negli Stati Uniti, un report dell’EPA, l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente, ha evidenziato sversamenti di cianuro e ammoniaca nel fiume Little Calumet dall’impianto di Burns Harbor, in Indiana. Altri casi di inquinamento riguardano la Bosnia Erzegovina e l’Ucraina».

Così dichiara Angelo Bonelli, deputato di Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, aggiungendo: «Ribadisco che la rottura delle trattative per l’ex ILVA da parte del Governo Italiano non può sorprendere, poiché avviene da parte di una multinazionale la cui condotta era già ben nota a livello internazionale ancor prima della sua scelta per l’acquisizione dello stabilimento ex ILVA. Lo Stato italiano sta affrontando un’esposizione economica di centinaia di milioni di euro, somme che rischia di dover pagare ad ArcelorMittal. Questo era il piano della multinazionale in questo contenzioso legale, che ora si rivela in tutta la sua drammaticità.” “Nel frattempo, le questioni cruciali della tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini e della protezione ambientale sono state completamente messe da parte. Con tutte le risorse esborsate dallo Stato italiano per l’ex Ilva, si sarebbero potuti avviare progetti come quelli di Bilbao, Pittsburgh e nel bacino della Ruhr, dove sono state realizzate imponenti conversioni industriali in chiave ecologica, rilanciando occupazione ed economia», conclude Bonelli.

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