Ex Ilva: emissioni non convogliate Acciaieria 2, Arpa Puglia ‘non superato valore limite Pm10’

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«L’analizzatore di Pm10, che fornisce dati con frequenza bi-oraria, ubicato nella centralina di Tamburi-via Orsini, alle ore 10:00 del 3 gennaio ha misurato una concentrazione di Pm10 pari a 195 ug/m3 (195 microgrammi per metro cubo di aria ambiente). Questo valore di picco non ha tuttavia causato un superamento del valore limite giornaliero di Pm10 fissato a 50 g/m3 (50 grammi per metro cubo), infatti, la concentrazione media giornaliera misurata dalla suddetta centralina è stata pari a 47 g/m3». Lo riferisce l’Arpa Puglia (agenzia regionale protezione ambiente), a proposito delle emissioni non convogliate (il fenomeno è noto come ‘slopping’) e sprigionate l’altro ieri mattina dall’Acciaieria 2 (area a caldo) dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia.

Il fenomeno visibile all’esterno è stato ripreso dalle fotografie e dai video di diversi cittadini e attivisti ambientalisti che l’hanno segnalato all’Arpa e ad altri organi competenti. «E’ stato rilevato che nel periodo in esame, dalle ore 9.00 alle ore 10.30 del 3 gennaio, sono avvenuti due eventi di emissione non convogliata, con fuoriuscita – spiegano dall’Arpa – di fumi rossastri dalle pareti laterali e dal basso, oltre che dal tetto del capannone Acc2, conseguenti allo sversamento di ghisa liquida dalla siviera durante il caricamento nel convertitore. I due eventi sono stati consecutivi, per caricamenti su due diversi convertitori. È stato anche effettuato un approfondimento dei dati orari di monitoraggio della qualità dell’aria, (benzene, Pm10, Pm2.5, Ipatot, H2s, ozono, No2 e Co, registrati nelle ore in cui si è verificato l’evento emissivo, sia all’esterno che all’interno del perimetro dello stabilimento, a confronto col giorno precedente e successivo».

I dati considerati sono quelli delle centraline afferenti alla Rete Regionale di Qualità dell’aria presenti nell’area del Comune di Taranto e quelli delle centraline afferenti alla rete privata di Acciaierie d’Italia. In tutte le altre centraline, sia interne che esterne allo stabilimento, gli andamenti degli inquinanti «sono privi di variazioni anomale e non mostrano significative ricadute sulla qualità dell’aria ambiente associabili all’evento emissivo. In ogni caso, non sono stati superati i valori limite prescritti dal decreto legislativo 155 del 2010, anche in considerazione della durata dell’evento. Le risultanze delle attività ispettive sopra descritte saranno trasmesse agli Enti competenti».

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