Galante: “Il sì all’ampliamento della discarica Manduriambiente rappresenterebbe un fallimento per tutta la politica”

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«Il procedimento per il rilascio del PAUR per l’ampliamento della discarica di Manduriambiente terminerà il prossimo 29 gennaio con l’ultima riunione della conferenza di servizi e il timore della popolazione è che ci sia la volontà di concedere l’autorizzazione. Si vorrebbero superare le criticità tecniche, applicando l’interpretazione della richiesta di sopralzo come ampliamento della discarica, per cui varrebbero i requisiti tecnici di realizzazione originaria dell’impianto, anziché applicare la definizione di nuovo lotto che assoggetterebbe la realizzazione a requisiti tecnici normativi più stringenti. Ricordiamo che nelle riunioni della conferenza di servizi del 31 ottobre 2023 e del 5 dicembre 2023 avevano dato parere sfavorevole all’ampliamento Arpa, Comune di Manduria e Asl di Taranto  per motivi sia di carattere ambientale che sanitario. L’autorizzazione al sopralzo rappresenterebbe un fallimento per tutta la classe politica, data la compattezza nel dire NO espressa anche in audizione. Come M5S intraprenderemo azioni politiche a tutti i livelli per dire no a questo ampliamento».  Lo dichiara il capogruppo del M5S Marco Galante. 

«Nel 2021 nel corso di una riunione propedeutica all’esame del piano regionale dei rifiuti in Consiglio regionale – continua Galante – ci era stato assicurato che la discarica Manduriambiente sarebbe stata dismessa una volta esaurita la capacità volumetrica disponibile. Una rassicurazione che avevamo dato ai cittadini e ora non possiamo tornare indietro. Dobbiamo tutelare la popolazione, già duramente provata dalla presenza sul territorio di altri impianti di compostaggio e discariche, che provocano un forte impatto ambientale ed emissioni odorigene con cui i cittadini sono costretti a convivere da anni. Chiediamo prima dell’ultima conferenza di servizi un’audizione in V Commissione Ambiente con Regione, Asl, Arpa, Ager e Comune di Manduria per avere un quadro chiaro della situazione e capire come poter intervenire. Dobbiamo decidere se Taranto deve essere la sede di tutte le emergenze o possa avere diritto a uno sviluppo diverso».

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