Censura: il finestrone di Overton. Come imbavagliare la stampa

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Nelle dittature imporre la censura è facile. C’è un giornale che pubblica notizie scomode? Lo chiudi, e il problema è risolto.

Nelle cosiddette democrazie invece bisogna agire di fioretto, senza farsene accorgere, perchè noi – teoricamente – avremmo la famosa libertà di opinione, garantita dalle nostre costituzioni.

Ed infatti, per aggirare questo problema, sono nate su Facebook e Youtube le fantomatiche “norme della community”, che sono ovviamente a piena discrezione delle piattaforme. Ma anche queste sembrano non bastare. O meglio, i semplici strike (solitamente di 1 settimana) non bastano più a far tacere le voci ribelli, ed ecco quindi nascere il codice di condotta: se ti comporti bene, avai tutte le funzionalità disponibili. Se invece ti comporti male (sempre a loro insindacabile giudizio, ovviamente) le tue funzionalità saranno limitate.

Questa è la lettera che ha ricevuto di recente Riccardo Rocchesso (canale “100 giorni da leoni”) dalla direzione di Youtube:

 

Buongiorno RRMEDIA100,

Per contribuire a proteggere la community, limitiamo la disponibilità di alcune delle nostre funzionalità più avanzate ai canali che hanno creato e mantenuto una cronologia del canale positiva oppure che hanno eseguito una verifica. Attualmente, il tuo canale non dispone di una cronologia sufficiente. Non ha più accesso alle funzionalità avanzate. Ciò può essersi verificato perché il tuo canale ha violato le nostre Norme della community.

GLI EFFETTI SUL TUO CANALE:

Tra le altre cose, non potrai più:

– Beneficiare di limiti giornalieri più elevati per live streaming, Short e caricamenti di video.
– Incorporare i live streaming.
– Mettere in primo piano i commenti.
– Aggiungere link esterni alle descrizioni dei video.

COME RIOTTENERE L’ACCESSO ALLE FUNZIONALITÀ AVANZATE

Per riottenere l’accesso, puoi:

– Costruire una cronologia del canale positiva rispettando le nostre Norme della community.
– In alternativa, per un accesso più rapido, puoi effettuare una verifica video o dell’identità. Questa opzione potrebbe non essere disponibile per tutti i canali.”

Ora, tralasciando l’ultima opzione (che richiede di caricare un documento di identità personale), è chiaro che Youtube stia mandando un messaggi molto evidente all’intero mondo online: noi non possiamo censurarvi, perchè sarebbe brutto, ma possiamo limitare le vostre azioni in modo tale da rendervi impossibile la vita in rete.

Si tratta, in fondo, di introdurre anche da noi il concetto di credito sociale già adottato in Cina: i cittadini che fanno i bravi avranno la vita facile, per chi si ribella invece la vita diventa una corsa ad ostacoli.

E così anche da noi, una volta passato questo concetto sulla rete, diventerà facilissimo applicarlo nella vita reale. Il finestrone di Overton è stato spalancato.

Massimo Mazzucco

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