Salvini esclude dal tavolo sul “Piano Casa” le rappresentanze sindacali degli inquilini, dei lavoratori e parte di quelle della proprietà edilizia

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Il Vice–Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture è evidentemente appassionato dal “futuro remoto”. Dopo l’emendamento della maggioranza alla Legge di  Bilancio, approvato nei giorni scorsi, che ha stanziato le esigue somme di 50 milioni per gli  anni 2027 e 2028, quindi a fine legislatura (sic), ha convocato al Ministero, per una riunione  sul piano casa, sempre annunciato e mai concretamente programmato, un vasto numero,  oltre 30, di associazioni, istituzioni bancarie, cooperative, ordini professionali. A parole  dovrebbe trattarsi, come si legge sul sito del MIT, di un “imponente Piano Casa”, ma il proposito è smentito qualche rigo dopo dove si preannuncia per i prossimi anni un  finanziamento di 100 milioni di euro (sic).

Ma la notizia va completata: al tavolo convocato non sono stati invitati i rappresentanti dei sindacati inquilini, dei lavoratori e di parte delle associazioni della proprietà edilizia. In sostanza il “grande progetto” dovrebbe concretizzarsi in assenza di qualsiasi confronto con chi rappresenta i destinatari di misure che, si presume, dovrebbero dare risposte concrete di politica abitativa e al fabbisogno espresso da tante famiglie in gravi difficoltà con un disagio abitativo, che è sotto gli occhi di tutti e  confermato da importanti siti di ricerca, che ogni giorno si aggrava.

Delle due l’una: o siamo dinanzi ad una dimenticanza o l’esclusione esprime una precisa volontà di emarginare dal confronto le parti sociali.  Siamo certi che il Ministro vorrà dare una risposta e proceda ad integrare l’elenco  degli invitati alla prossima riunione prevista per il 16 gennaio.

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