Ex-Ilva: presidio a Palazzo Chigi, sindacati ribadiscono necessità piano salvataggio

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Manifestanti, ‘governo dimostra di essere diverso, dacci risposte vogliamo lavorare’

E’ in corso davanti a Palazzo Chigi un presidio dei lavoratori dell’ex gruppo Ilva che accompagnerà l’incontro tra governo e Fim Fiom Uilm sul futuro industriale di Acciaierie d’Italia che sta vivendo una crisi senza precedenti. Slogan e parole d’ordine si alternano per scandire quello che si annuncia come un incontro difficile: “Governo dimostra di essere diverso, dacci risposte vogliamo lavorare” urlano i lavoratori al megafono insieme alla richiesta pressante di “Salute, lavoro e occupazione” invocando “Dignità, dignità”.

L’incertezza delle mosse dell’esecutivo appare al momento massima, le indiscrezioni si accavallano, dalla nazionalizzazione all’amministrazione straordinaria, ma i sindacati ribadiscono le richieste che avanzano da mesi: serve un piano di salvataggio dell’azienda che preveda la salita in maggioranza dello Stato e la ricerca di un nuovo investitore con cui rilanciare l’attività del Gruppo ora ridotta al lumicino.

«Dobbiamo mettere fine a questo martirio che dura da anni e spero oggi sia giornata utile: il governo si assuma le proprie responsabilità e ci dia risposte definitive. Basta rinvii, ora servono decisioni: occorre salvare gli occupati e rilanciare la produzione industriale, non ci sono alternative», spiega nel corso del presidio e prima di salire a palazzo Chigi, Rocco Palombella, segretario generale Uilm.
«Chiediamo che lo Stato salga in maggioranza e gestisca l’azienda fornendo garanzie occupazionali per il rilancio della produzione di acciaio senza danni ambientali
», ribadisce ancora il leader Fiom, Michele De Palma anche a fronte delle ipotesi di un possibile ricorso all’amministrazione straordinaria o di altre ipotesi che il governo potrebbe mettere sul tavolo. E comunque, conclude, «resteremo qui fino a che non ci sarà data una risposta o il governo pensa di avere ancora tempo per decidere?».

Per questo è importante, dice il leader Fim Roberto Benaglia, «che il governo si presenti coeso e parli con una voce sola: oggi deve iniziare il percorso per il salvataggio dell’Ilva». La situazione finanziaria , prosegue, «è gravissima e il rischio che si possano portare i libri in tribunale c’è. Serve per questo un piano di salvataggio del Gruppo che veda la ricapitalizzazione e l’entrata in maggioranza dello Stato come i perni fondamentali dell’azione. Non servono scelte che salvano il capitale ma distruggono l’azienda come l’amministrazione straordinaria», conclude prima di entrare al tavolo di confronto a Chigi. All’incontro con il governo parteciperanno anche i segretari generali di Uglm e di Usb.

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