A Taranto la mostra dell’artista Colucci

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Galleria Comunale del Castello Aragonese, Piazza Castello, Taranto dal 21 settembre al 15 ottobre 2023, vernissage con la presenza del Maestro giovedì 21 settembre alle ore 18:00, apertura tutti i giorni 09:00-13:00 / 16:00-19:00. Mostra personale “Art in Music” dipinti e colonne sonore di Pasquale Colucci a cura di Patrick Djivas e Shou Kobayashi.

Un ritorno alle origini per l’artista Colucci, il nonno era della provincia di Taranto, espone i suoi lavori coloratissimi e sonori, creati dal poliedrico autore che ha fatto il giro del mondo con le sue opere e con la sua cifra stilistica unica e inconfondibile, pronto a stupire anche la città dei due mari.

Sakura e hanami: dipinti colorati come ciliegi in fiore.

Quadri e musiche che riportano ad epoche passate, atmosfere sonore e colori sgargianti ma anche entusiasmanti suoni della natura che ci fanno vivere un’estate eterna con i canti dei grilli, il simbolo dell’Oriente.

Shou Kobayashi

(critico d’arte giapponese)

Nato nel 1975 a Cosenza e cresciuto nella provincia ad Oriolo, Pasquale Colucci già in tenera età spazia tra diverse forme creative: disegno, pittura e musica. Incoraggiato dalla madre, che in passato si era occupata a lungo di tessitura e ricamo, “gioca” e disegna su carta sin da prima dell’asilo, sviluppando poi l’arte del dipingere mentre per la terza segue le orme del padre che suonava il corno francese. Inizia sin da piccolo anche con le percussioni (rullante e timpani) facendo parte della banda Città di Oriolo dove resta per sei anni fino al diploma di maturità, facendo oltre 40 date in ogni periodo estivo, per lo più tra Basilicata e Calabria, mentre l’incontro con la chitarra avviene durante l’adolescenza. Successivamente al diploma di maturità come analista contabile, si trasferisce a Milano dove completa a pieni voti nel ’98 il percorso formativo in chitarra jazz nella scuola di musica moderna CPM Music Institute, frequentando diverse materie tra cui Armonia avanzata. Ha studiato con molti professionisti tra cui Bebo Ferra, Danilo Minotti, Roberto Cipelli, Donato Begotti, Pete La Pietra, Nicoletta Caselli, Demo Morselli, Diego Michelon, Dino D’Autorio, Thierry Zins, Gabriele Fersini, Gigi Cifarelli e altri, facendo contemporaneamente diverse esperienze lavorative, tra cui percorsi di computer grafica ed uno stage in Mediaset a Cologno Monzese sul finire degli anni novanta. Ha inoltre studiato home recording con l’amico Patrick Djivas, produttore e bassista della Premiata Forneria Marconi (P.F.M.), tuttora mentore e supervisore delle musiche di Art in Music. All’aprile 1994 risale il suo primo testo, iniziando così la produzione di poesie e canzoni, quest’ultime interpretate dalle prime band di cui fece parte, mentre nel ’99 iniziò ad utilizzare la tecnica di registrazione come opera d’arte. Dopo i sette anni a Milano, torna al sud vivendo tra Oriolo e Bari ed inizia un’intensa produzione che comprende opere pittoriche, musicali, fotografiche e di web design, frequentando maestri e botteghe d’arte soprattutto in Puglia e sviluppando, in anni di ricerca, il suo personale stile pittorico corroborato dal coevo periodo di viaggi all’estero, durante i quali visita i principali musei d’arte e scopre altre diverse culture. Dopo intensi anni di collettive, il 2010 vede l’esordio delle mostre personali: in pochi anni arriva ad esporre le sue opere in molte altre città anche estere, sia in personali che collettive. Con le esposizioni all’estero troviamo un Colucci che ha già sviluppato un suo stile, un suo marchio di fabbrica, ottenendo diversi riconoscimenti nel mondo dell’arte. Alcune sue opere oggi sono presenti in archivi di musei, collezioni private italiane e straniere, “storicizzato” in vari cataloghi d’arte associati ad eventi in cui ha partecipato: New York, Miami e Londra, curate da Vittorio Sgarbi, Edimburgo, Montecarlo, Parigi, Tokyo, Madrid, Basilea e non solo. Il successo espositivo comprova la peculiarità del suo stile pittorico che unisce musica e natura, i due grandi amori di Colucci.

 

[…] E fu così che Pasquale ha cominciato a scrivere musica ispirandosi ai suoi quadri, magari ad uno in particolare. Allora abbiamo anche avuto modo di dare una forma e soprattutto un titolo a questa situazione che è “Art in Music”. È molto chiaro ed evidente come significato, e dipinge molto bene la figura di Pasquale Colucci oggi. Il suo essere musicista pittore oppure pittore musicista: non si capisce bene quale dei due prenda il sopravvento sull’altro. Personalmente amo moltissimo la sua pittura e mi fa piacere ascoltare la sua musica che a volte è rilassante, a volte è più dura, ma anche intrigante. Ed è la colonna sonora perfetta dei suoi quadri che sono proprio rilassanti, intriganti e duri allo stesso tempo. Non so come faccia, ma è bello così.

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