L’ultimo ballo di Kassandra

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Chi non conosce la storia di Kassandra, figlia di Ecuba e Priamo, a cui il dio Apollo aveva concesso il dono della preveggenza, trasformatosi (poi) in una maledizione perchè lei non aveva ceduto alle voglie del dio e questi aveva fatto si che nessuno le credesse?

E chi non conosce l’ultimo ballo a bordo del Titanic, mentre il transatlantico affondava, con l’orchestra che suonava con i piedi degli orchestrali ormai bagnati?

Ecco, questa è la fase storica in cui ci troviamo, dove poche Kassandra presagiscono i prossimi mali, ma nessuno ascolta e tutti vanno a ballare.

Ferragosto 2023: Sardegna, Salento, Versilia, Riviera Romagnola e centinaia di altri posti di vacanza.

Vigilia di Ferragosto e giornata di Ferragosto: centinaia di migliaia di persone affollano lidi e discoteche, cercando lo sballo alcoolico o di altro tipo; ingressi che partono dai 20 euro con consumazione obbligatoria per le discoteche, sino ai tavoli dei privè da migliaia di euro di luoghi vip-location.

Un flusso enorme di denaro per un evento costruito a tavolino, dove (soprattutto) i trenta/quarantenni entrano in competizione in una gara a “perdere” per dimostrare chi ce l’ha più… grosso (il portafoglio), dove chi vince – invece – sono solo i gestori dei locali di ogni latitudine italica.

Qualche decennio fa il Ferragosto era sinonimo di serata al mare, da prolungarsi con gli amici e una chitarra sino all’alba del ferragosto, magari con la ragazza del cuore ed una riserva di birra. Era una festa pagana, ma con risvolti romantici, egualitaria – nel senso che si era tutti uguali davanti all’emozione della notte – e comunitaria, in quanto si condivideva la tenda o il materassino o la coperta. Una festa che preannunziava la fine delle vacanze e, per ciò stesso, un evento catartico per molti giovani, che si accingevano a lasciare la scuola ed andare all’università o entrare nel mondo del lavoro; quasi un rito iniziatico. E, proprio per questo, ammantato di un romanticismo ormai scomparso.

Oggi vigilia e Ferragosto rappresentano solo un momento di follia generale, una sorta di carnevale estivo dove è concesso mascherarsi mostrandosi per ciò che non si è, o magari per ciò che si vorrebbe essere. Da Gallipoli a Milano Marittima, da Forte dei Marmi a Portofino, un rincorrersi di bottiglie di champagne, vodka, gin, senza soluzione di continuità: 60, 100, 1000 euro per accaparrarsi la bottiglia magnum, per far vedere al vicino di tavolo quanto si possa spendere, quasi per irridere chi – quella folle disponibilità – non la ha e non la avrà, nel ricordo di una Italia da bere che non esiste più.

E veniamo alle Kassandra: che si sia innanzi ad una crisi economica globale è evidente a tutti, non altrettanto il fatto che ci stiamo avvicinando ad un clamoroso (quanto imprevedibile nei tempi) crack economico, dove le follie da ultima notte sul Titanic saranno innumerevoli, con parimenti innumerevoli cadute. L’inflazione e la perdita di potere d’acquisto della moneta (soprattutto in Italia) e l’impennata dei prezzi energetici, la scarsa liquidità stanno preparando una crisi di cui non possiamo prevedere gli effetti nel breve periodo, ma che cambierà radicalmente il nostro modo di vivere. Scambiare questa situazione come effetto derivante dalla guerra fra Russia ed Ucraina sarebbe un tragico errore, la crisi è strutturale e non episodica: l’essenza stessa del credito sta cambiando, con buona pace anche delle strutture bancarie; l’oligarchia finanziaria mondiale sta creando una deriva del liberalismo economico, non più controllabile dal sistema attuale.

Paesi neo capitalisti (ovvero che hanno assunto un sistema para capitalistico) essendo arrivati buoni ultimi nei salotti della finanza mondiale, rischiano una caduta rovinosa, trascinando con sé tutti gli altri.

Se questa è la macro-economia, la micro-economia non sosterrà la rottura della diga economica liberale e l’effetto sarà – molto semplicemente – l’impossibilità di mantenere l’attuale standard di vita e di spesa dei cittadini, con enormi contraccolpi psicologici sia a livello di singoli, che di gruppi sociali.

Andiamo incontro ad un nuovo medioevo, una nuova fase di oscurantismo, i cui prodromi sono già evidenti nella ricerca del pensiero “unico”, dove le fonti di (dis)informazione sono orchestrate per delegittimare chi ha gli strumenti cognitivi e li mette a disposizione della società (le nuove Kassandra) e quando arriverà la marea nessuno dovrà essere pronto e dovrà travolgere tutto perchè si possa instaurare definitivamente un “nuovo ordine mondiale”.

Fantasia? Dicevano così anche i Troiani quando Kassandra disse che nel cavallo donato dai Greci ci fossero dei guerrieri che avrebbero aperto le porte di Troia agli assedianti, che avrebbero fatto strage dei cittadini e conquistato (infine) Troia stessa.

L’implosione economica è già nell’aria e chi si diletta di cose di calcio, sa che chi ha fondi (praticamente) inesauribili (i Paesi del Golfo ed, in generale, i produttori di petrolio) può comperare tutti i campioni che vuole, interi campionati e far disputare le partite come i criceti in cattività, nella “gabbia dorata” di squadre dai nomi impronunciabili.

Questo è il segnale più significativo che il sistema economico ci sta lanciando e non occorre essere Kassandre per capirne gli effetti devastanti a cui stiamo andando incontro.

Rocco Suma

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