Maltempo, albero caduto sulla mia auto: chi paga i danni?

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Di questi tempi è una bella domanda. Molti video virali e poche risposte a…Chi risarcisce il danno per la caduta di alberi su auto in strade pubbliche? E in quelle private? Vediamo cosa dice la legge (In rete ne parla anche il brocardi.it)

Incubo di tutti gli automobilisti è quello di parcheggiare l’auto in un posto reputato tranquillo e poi ritornare trovando grossi danni al proprio autoveicolo. In realtà, la caduta di alberi o di grossi rami è un evento che sta diventando sempre più frequente a causa del forte vento o delle piogge abbondanti. Allo stesso tempo, spesso il fenomeno dello sradicamento degli alberi si verifica solo per una latitanza del Comune nella manutenzione periodica delle aree verdi delle città.

In tutti questi casi, dobbiamo porci delle domande e a fare poi delle distinzioni: l’albero è crollato per il mal tempo? Per l’incuria dei Comuni? Al momento della caduta dell’albero la macchina si trovava in una strada pubblica o privata? Ma soprattutto, se l’albero cade su un’automobile chi paga i danni?  Ciò è importante, in quanto a seconda delle ragioni e dei luoghi dov’è accaduto il sinistro, cambia il soggetto che deve farsi carico del danno o le modalità con cui procedere.

Cosa fare in caso di auto danneggiata dalla caduta di un albero? La prima linea di difesa è sicuramente quella di chiamare i vigili del fuoco se l’albero è troppo grande e non lo si riesce a rimuovere da soli o i vigili urbani affinché facciano un report dell’accaduto. E’ importante scattare subito delle foto per documentare nel modo più dettagliato il tutto. Inoltre, se si possiede una polizza che copre gli eventi atmosferici, tali foto andranno inviate all’assicurazione per ottenere il risarcimento accompagnate dal verbale dei vigili.

In linea di massima, in questi casi, la responsabilità è del proprietario dell’area sulla quale si trova l’albero caduto. Si può fare riferimento all’art. 2051 del Codice civile, che stabilisce: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Se l’albero è sulla pubblica via il responsabile è il Comune – se la strada è urbana – oppure, in caso di strada extraurbana l’ente gestore (la regione, la provincia oppure l’Anas). Se invece l’albero si trova in un’area privata la responsabilità è del proprietario.

Si ponga il caso della caduta di un albero per scarsa manutenzione delle autorità locali. In tal caso, se un albero collocato in un’area pubblica – ad esempio strade, marciapiedi e parchi – cade danneggiando un veicolo, occorre inviare una diffida al comune (o all’ente gestore) mediante raccomanda a/r. La diffida deve contenere la descrizione dell’evento, foto, gli estremi del veicolo danneggiato e del proprietario, ora e luogo e l’entità del danno. Il comune potrebbe opporsi al risarcimento perché ritiene l’evento atmosferico dovuto ad un “caso fortuito” o a “forza maggiore”, ad esempio una tromba d’aria o una nevicata eccezionale. In questo caso è necessario avviare una causa di risarcimento, nella quale il comune dovrà dimostrare di aver provveduto con la dovuta diligenza alla manutenzione dell’albero.

Diverso il caso di una pianta che si spezza o si sradica in una proprietà privata e cade addosso ad un’auto che transita o è parcheggiata in zona pubblica: qui né il Comune né l’Anas hanno alcuna responsabilità. Se il veicolo viene danneggiato dalla caduta parziale o totale di un albero collocato in un’area privata occorre innanzitutto identificarne il proprietario per poi procedere alla diffida con le stesse modalità descritte per un albero sulla pubblica via. In casi come questi – però – il danneggiato può contare anche sul principio della responsabilità solidale tra il proprietario del fondo e l’amministrazione locale, prevista dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 20448/2014. In sostanza, il privato proprietario del terreno in cui si trovava la pianta paga, ma paga anche il Comune per non aver controllato che gli alberi presenti nelle proprietà private non siano pericolanti e siano oggetto dell’adeguata manutenzione.

Franco Marella

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