Caldo e crisi idrica, la Flai Cgil di Taranto chiede interventi urgenti

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«In queste ultime settimane stiamo assistendo a fenomeni climatici sempre più estremi, che mettono a rischio la salute e la sicurezza di molte lavoratrici e lavoratori agricoli. Nei campi, sotto i tendoni, le temperature possono superare i 45 gradi ed essere causa di malori. Per questo è essenziale dare piena applicazione all’ordinanza regionale che prevede la sospensione dell’attività nelle ore più calde della giornata e organizzare orari e turni di riposo per meglio salvaguardare la salute».

Lo afferma Lucia La Penna, segretaria generale della Flai Cgil di Taranto. La Federazione dei lavoratori del settore agricolo e dell’agroindustria, in queste settimane è impegnata nelle attività di “Diritti alla Via”. I dirigenti sindacali all’alba incontrano i braccianti nei centri di raccolta e nei punti di produzione della provincia ionica illustrando diritti, norme contrattuali, tutele, welfare. 

«Vi stavamo aspettando – continua La Penna è la frase che più spesso ci ripetono alle tre del mattino,  prima che quei volti, quelle voci, quelle braccia raggiungano le campagne a bordo di corriere gran turismo o di furgoncini da nove posti. Il nostro progetto del sindacato di strada dimostra che i lavoratori hanno bisogno di ritrovare il sindacato al loro fianco, sempre: prima di salire sui pullman, nelle aziende con le assemblee, nei comuni per rappresentare le problematicità anche individuali. Diritti alla Via ci ha immerso in un mare di umanità, la più svariata, articolata, fragile e complessa, dalla quale la Flai Cgil Taranto non si è mai allontanata, ma che ora sicuramente conosciamo meglio». 

ll settore agricolo, però, si confronta con altre gravi problematicità. «Un campo che ci vede fortemente impegnatiprosegue la segretaria della Flai Cgil – è la mancanza di  ammortizzatori sociali strutturali per i lavoratori agricoli a tempo determinato. Uno strumento utile soprattutto in caso di calamità naturali. La Flai nazionale chiede un decreto urgente per stabilire una soglia di temperatura oltre la quale non si debba lavorare e l’avvio di confronti nei vari siti produttivi per concordare modifiche temporanee dell’orario di lavoro e strumenti adeguati, anche in deroga, per affrontare la situazione».

Il caldo torrido ha acuito un’atavica emergenza della Puglia, la mancanza di acqua. «Da tempo – spiega La Pennal’Eipli, l’Ente irrigazione, denuncia le gravi dispersioni da importanti dighe perché gli invasi, ormai fatiscenti e bisognosi di interventi, non consentono la piena portata. Neanche le risorse del PNRR, che pure destina finanziamenti alle infrastrutture per ridurre perdite di acqua che al Sud si aggirano intorno al 50% (fra acqua captata alla sorgente e distribuita all’utenza finale), hanno modificato lo status quo. Paradossalmente, in regioni assetate come quelle meridionali, accade che quando viene superato il limite fissato dall’Ufficio Nazionale del Ministero delle Infrastrutture, le dighe vengono svuotate dei metri cubi eccedenti e l’acqua viene dispersa in mare. Un lusso, anzi, uno spreco che non possiamo più permetterci. Al di la degli innegabili ed evidenti cambiamenti climatici, la crisi idrica è anche il frutto di carenza di manutenzione e di infrastrutture adeguate». 

Su questi temi la Flai Cgil avanza alcune chiare rivendicazioni: un piano di interventi infrastrutturali urgenti sul territorio con un’analisi accurata su nuovi approvvigionamenti idrici; assunzione di personale; stabilizzazione di quello già esistente, formazione di più squadre per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere consortili; maggiore sinergia tra Regione Puglia e Consorzi nell’ottica dei finanziamenti PNRR.

«Ci auguriamo, infine – termina la segretaria generale della Flai di Taranto – che il passaggio di Epli nella nuova società Acqua del Sud Spa non sia un cambiamento solo formale, ma di sostanza. È arrivato sul serio per la nostra provincia il tempo di pretendere interventi immediati e innovativi per risolvere il problema della carenza d’acqua».

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