Ma il Polesine è siccitoso o no?

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Fino a qualche giorno fa si gridava alla siccità che, implacabile, stava uccidendo il Nord. Adesso ci portano in casa immagini terrificanti della rossa Emilia ormai per la gran parte sott’acqua. Non abbiamo voluto commentare tali tragedie per rispetto delle vittime e per evitare di unirci agli innumeri sciacalli della informazione che utilizzano queste notizie per dire e sostenere le proprie tesi. Ma non si può non dire (adesso che le acque stanno defluendo) che si deve fare una piccola riflessione: i sinistri che hanno governato ininterrottamente questa regione (con la attiva collaborazione della attuale segretaria del PD) lo hanno fatto bene o no? Cosa dobbiamo attendere per costruirci una opinione sul loro operato? O per non passare per opportunisti abbiamo il dovere di tacere sempre e comunque? L’informazione porta nelle nostre case sufficienti opinioni in modo da costruircene una nostra?

 

La siccità di alcuni giorni fa era certamente determinata dalla crescita indiscriminata dei consumi di acqua negli ultimi decenni che non solo ha esaurito quella ordinariamente assegnataci dalle piogge ma anche quelle offerte dal disgelo dei ghiacciai e dalla riduzione del livello dei laghi. Quindi qualcuno avrebbe dovuto capire che la siccità è un problema enorme che confligge direttamente con il loro modello di sviluppo. Portare (o de-portare?) al nord i meridionali per lavorare in quelle regioni; poi portarvi milioni di disperati africani; poi milioni e milioni di turisti per Fiere e città splendide; poi allevare milioni di capi di bestiame che prima non c’erano; poi aprire migliaia di alberghi dotati di piscine e SPA necessarie al benessere di tutti … tutto ciò ha prodotto un consumo di acqua che però si è rilevata non essere -come i nordici ritenevano- illimitata. Cioè si è forzato uno sviluppo che non era coerente con la conservazione dell’ambiente e del suo equilibrio.

 

Quindi alcuni giorni fa eravamo disperati per la siccità. E qualcuno aveva cominciato a fare la conta dei soldi da chiedere allo stato con i quali far sgorgare acqua a sazietà.

 

Adesso ci si accorge che i fiumi così come sono stati governati non tengono la prova delle piogge come ai tempi di don Camillo. Non solo, ma miliardi di metri cubi di acqua adesso deve essere versata nel mare perché non si può utilizzare; e non la si può utilizzare proprio nel posto ove alcuni giorni fa si moriva di sete!

 

Avere due problemi opposti e assieme è veramente difficile!

 

Cosa si sarebbe dovuto fare? Vi sono migliaia di politici che in pompa magna hanno percepito somme favolose per svolgere il difficilissimo ruolo di governatori di questa ed altre regioni senza che nessuno si sia posta una questione di questa importanza. Dobbiamo dirglielo noi quello che dovevano fare? È lecito chiederci se questo è o no un fallimento enorme? E adesso per riparare a questi disastri il contribuente -anche quello meridionale che ha un decimo delle loro infrastrutture- non sarà chiamato a sborsare somme faraoniche? Le opere che adesso realizzeranno come saranno realizzate? Senza andare molto per il sottile su costi e l’ambiente sarà ulteriormente modificato ed offeso!

 

Contemporaneamente la sfiducia nei nostri politicanti e dei loro burattinai ha scatenato il web che sta processando in diretta mondiale tutta la politica. Quando le Istituzioni e tra esse la Magistratura, non fanno tutto il loro dovere la popolazione fa giustizia sommaria; e il web è l’odierna pubblica piazza, l’odierno tribunale popolare che giudica e sentenzia per scaricare le tensioni ed ottenere una almeno illusoria giustizia. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. È un ulteriore sintomo del degrado della nostra democrazia.

 

Non sarà questa la mitica goccia che fa tracimare il vaso?

 

CANIO TRIONE

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