“La bocca di leone” (Les Flaneurs Edizioni), una nuova storia “di confine” firmata da Caterina Edwards

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 Bianca è una scrittrice che vive da sempre in bilico tra i due mondi che l’hanno formata: da un lato il Canada delle terre sconfinate, del clima estremo e della modernità, dall’altro la decadente Venezia perduta, ma cristallizzata nel ricordo e personificata nella figura del cugino Marco, sogno d’amore irraggiungibile. Alla notizia del ricovero di quest’ultimo per un crollo psichico, Bianca prova ad aiutarlo con l’unico mezzo a sua disposizione, la scrittura, ripercorrendone la storia – quella di un architetto insoddisfatto, un marito infelice, un padre pervaso dal senso di colpa, un uomo dai profondi ideali costretto tuttavia a violarli – e alternandola con la propria. Tra la Venezia degli anni Settanta e il Canada degli anni Sessanta, emerge così l’affresco nostalgico di un’anima alla ricerca di identità, di appartenenza e di un luogo da poter chiamare “casa”

BIOGRAFIA

Caterina Edwards è nata in un paesino in Inghilterra da madre italiana e padre inglese, con cui all’età di sette anni è emigrata in Canada. La cultura canadese non è la sola ad aver determinato la sua formazione. Infatti, le vacanze trascorse a Venezia hanno contributo all’ampliamento dei suoi interessi e alla scelta delle tematiche da affrontare nelle sue opere. Caterina scrive delle terre di confine, dove si incontrano multiple identità e culture contrastanti. Scrive della perdita di memoria e della falsificazione della storia. Ha lavorato per diversi anni come docente universitaria di letteratura. Ha pubblicato sei libri, tra cui due romanzi, raccolte di novelle, saggi e un’opera teatrale. Ha ricevuto numerosi premi letterari in Canada per i suoi contributi artistici. Con Les Flâneurs Edizioni ha pubblicato Riscoprendo mia madre (2021).

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