Patuelli a Bari

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Il sole 24 ore del 14 aprile scorso riporta una dichiarazione rilasciata nel corso dell’evento tenutosi a Bari sul tema “Incontri sullo sviluppo del territorio” da Patuelli (che è Presidente dell’Abi Associazione bancaria italiana) che ci dice che  “ciò che preoccupa è l’aumento dal 1967 dello stock in cifra assoluta”, riferendosi all’ammontare totale del debito pubblico italiano. E questo perché gli interessi si pagano sull’importo complessivo quale che sia il suo rapporto con l’ammontare del Pil.

 

Considerazione incontestabilmente saggia e che certamente è condivisa dalla maggioranza degli italiani. Tanto che qualcuno potrebbe esclamare che era ora che ce se ne accorgesse! Altri potrebbero chiedersi come mai si è arrivati a questo livello di indebitamento…altri ancora si chiedono se questo non sia un pesante commento contro un Presidente del Consiglio che ha chiaramente definito il suo come debito “buono” in contrapposizione ad altri che invece sono meno buoni… altri ancora si domandano se il debito del Pnrr sia un debito come gli altri già esistenti o no e come mai lo si contrae visto che abbiamo già uno stock elevato.

 

Cioè in qualunque modo la leggi, questa dichiarazione è una critica severa ai precedenti governi.

 

Il tema è di scottante attualità perchè stiamo rivedendo il patto di stabilità che nato malissimo ha avito vita grama ed è stato di fatto stracciato malamente da tutti i Paesi che lo avevano firmato e che poi non lo hanno rispettato. Ma la cosa è importante perché la classe politica è malamente guidata dai sedicenti economisti dei giorni nostri che continuano a credere e a dire di poter favorire nuovo sviluppo solo con ulteriore spesa pubblica; cosa che vuole dire che secondo loro si può fare occupazione e miglioramenti salariali solo spendendo di più e cioè facendo nuovo debito o non riducendolo; quindi il futuro rapporto deficit/Pil deve essere meno dell’attuale 3% per ridurre il debito o più del 3 per aumentare l’occupazione ?

 

È evidente che con queste idee e questi economisti non risponderemo alle domande di una soddisfacente governance dell’economia. Aspetteremo una nuova dottrina -come sempre si è fatto- fino a quando qualcosa non si romperà e i mammasantissima di oggi finiranno in braghe di tela!?!

 

Nel frattempo i tassi sono saliti e tutte queste preoccupazioni sul debito divengono pressanti anche per le banche. A Bruxelles qualcuno vuole che si mettano le mani nei depositi dei correntisti anche delle banche piccole per salvarle? Cioè questa situazione evidentemente insostenibile verrà difesa con i soldi dei risparmiatori che non hanno mai avuto neanche lontanamente l’intenzione di rischiare in borsa? Per salvare i grandi e potenti si vuole saccheggiare il popolo dei piccoli ed indifesi? Cioè anziché cacciare a pedate e espropriare i manager bancari incapaci e ladri, puniamo i risparmiatori che si sono fidati delle banche e di loro?

 

In che razza di mondo siamo capitati?

 

CANIO TRIONE

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