Corte dei Conti, rapporto sulla gestione finanziaria di Enel Spa

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“In relazione al perdurare della tendenza di crescita dell’indebitamento finanziario netto, questa Corte ribadisce la necessità che i programmi di investimento della Società siano improntati a criteri di prudenza tesi a mantenere l’equilibrio patrimoniale di lungo periodo”.

E’ quanto sostengono i Magistrati della Corte dei Conti, sezione  del controllo sugli Enti, in merito al bilancio finanziario, anno 2021, di Enel spa.

Indebitamento derivante dal fabbisogno generato dai maggiori investimenti del periodo, pari a 13.108 milioni di euro(+ 28,5% rispetto al 2020). I flussi di cassa generati dalla gestione operativa(10.069 milioni) e la liquidità della cessione di Open Fiber hanno parzialmente compensato il fabbisogno finanziario da coprire.

Nel 2021 il Gruppo Enel ha gestito attività di approvvigionamento di beni lavori e servizi per un totale di 19,9 miliardi di euro, registrando un aumento del 22% a fronte dell’anno precedente.

La performance economico-finanziaria del Gruppo ha consentito di chiudere l’anno con ricavi, margine operativo lordo e utile netto in aumento e in linea con gli obiettivi comunicati al mercato.

Come previsto dalle politiche dei dividendi del Gruppo gli azionisti hanno ricevuto un anticipo sul dividendo(0,19 per azione) già nei primi messi del 2022.

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti , al 31 dicembre 2021, nella misura di 8.990 milioni di euro, in incremento sul 2020 quando ammontavano a 6.002 milioni di euro.

Il costo complessivo del personale del Gruppo Enel nel 2021 raggiunge la cifra di 5.285 milioni di euro(+10,2%) dovuto prevalentemente al rilascio nel 2020, in Spagna, del Fondo per il beneficio dello sconto energia ai dipendenti(515 milioni). L’incremento per stipendi e salari, 3,4%, legato alle nuove assunzioni delle società italiane, negli Stati Uniti e in Argentina. In Italia la spesa per il personale del Gruppo cresce del 22% stante i maggiori costi, 480 milioni, derivanti dalle ristrutturazioni aziendali riconducibili alla transizione energetica.

Continua ad essere rilevante il contenzioso del Gruppo sia in Italia che all’estero. Riguardo detti potenziali oneri sono stati accantonati nel passivo dello stato patrimoniale, 834 milioni di euro per il Fondo contenzioso legale : 820 milioni nel 2020.

A fine dicembre 2021 si è perfezionata la cessione dell’intera quota detenuta da Enel spa in Open Fiber spa, 50% del capitale, in favore di Macquarie Asset Management(40%) e di CDP Equity spa (10%) per un corrispettivo di 2.733 milioni di euro.

Enel si colloca  tra le principali aziende elettriche europee.In Italia detiene la leadership nel mercato dell’energia elettrica avendo anche una posizione importante nella vendita al dettaglio di gas naturale. Analoghe posizioni Enel le riveste nel mercato elettrico e del gas in Spagna.

Al 31 dicembre 2021 il capitale sociale è rappresentato da 10.166.679.946 azioni(ordinaria valore nominale 1 euro ciascuna).

 Enel è soggetta a controllo pubblico tramite Ministero Economia e Finanze(MEF) la cui partecipazione è del 23,595%. La proprietà diffusa aumenta a 76,4%: 640 mila azionisti tra investitori istituzionali, italiani e esteri,  risparmiatori individuali che possiedono una quota del 17% del capitale.

“Nelle ultime Assemblee ordinarie—scrive la Corte dei Conti– la partecipazione del MEF risulta costantemente inferiore a quella degli altri azionisti presenti. Considerato il valore strategico di Enel, alla luce delle recenti tensioni nel settore, si richiama l’attenzione sulla circostanza che la clausola statutaria posta in presidio del controllo pubblico è destinata a decadere laddove il limite percentuale al possesso azionario venga superato in seguito all’effettuazione di un’offerta pubblica di acquisto e allorché l’offerente venga a detenere una partecipazione di almeno il 75% del capitale sociale con diritto di voto”.

Enel ha assunto iniziative riguardo il Piano nazionale di ripresa e resilienza(PNRR) con progetti relativi allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile, alla digitalizzazione e adattabilità delle reti.

Tra i programmi da realizzare i cui finanziamenti sono stati approvati recentemente dalla Commissione europea : uno in collaborazione con Eni spa e l’altro con Saras spa prevedono l’installazione di elettrolizzatori alimentati da impianti rinnovabili per la produzione di idrogeno verde.

NINO SANGERARDI

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