Con “La libreria invisibile” (Giazira scritture) tornano i racconti patafisici di Massimo Giuntoli

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«Trasformare ogni possibile Qui nel più desiderabile degli Altrove»: se è necessario che la letteratura
 abbia un fine, se proprio non possiamo eludere questa schiavitù teleologica che impone a ciascun oggetto
di avere una sua utilità, uno scopo preciso, credo che debba essere precisamente questo.
E il lettore che si avventuri tra queste pagine avrà solo l’imbarazzo della scelta.

La dimora ideale è stata edificata proprio lì, da qualche parte. Uno dei luoghi sospesi nei quali prendono vita le storie narrate in questi settanta racconti, disseminati in altrettanti libri immaginari e raccolti negli scaffali della libreria invisibile. I cui personaggi, affaccendati nelle più improbabili delle occupazioni, si trovano ad affrontare situazioni imprevedibili quali superfici sghembe, perdite d’identità, mancate erogazioni di gas esilarante, e, non ultimo, condizioni patologiche assai debilitanti, come possono esserlo la mediocrità precoce o la realtite acuta.

L’AUTORE

Massimo Giuntoli (Milano, 1959), compositore, performer e creativo urbano, si è dedicato negli ultimi dieci anni alla produzione di progetti musicali incentrati su testi letterari di poeti della Beat Generation, di Gertrude Stein, di Walt Whitman e di Emily Dickinson. È autore delle Cronache molkayane (Giazira scritture, 2022) e del testo drammaturgico L’istante in aria, che andrà in scena nel giugno 2023 per la regia di Brunella Ardit.

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