Rete laboratori accreditati, la sottocommissione: “La Regione difenda la costituzionalità della norma impugnata”

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È convocata per lunedì 20 marzo la  riunione della sottocommissione sulla riorganizzazione della rete dei laboratori analisi accreditati, a cui sono stati invitati a partecipare l’assessore alla Sanità Rocco Palese e il dirigente del servizio strategie  e governo dell’assistenza ospedaliera – gestione dei rapporti convenzionali del Dipartimento Salute Vito Carbone. La sottocommissione è composta dai consiglieri regionali Marco Galante, Antonio Tutolo, Antonio Gabellone, Lucia Parchitelli, Giacomo Conserva, Francesco La Notte, Saverio Tammacco e Mauro Vizzino.

«Dopo la decisione del Governo centrale – spiegano i consiglieri componenti della sottocommissione  – di impugnare innanzi alla Corte Costituzionale l’art. 23 della legge 30/2022 con cui la Regione ha chiarito che la soglia di produttività delle 200mila prestazioni annue necessarie per mantenere l’accreditamento, debba essere riferita alla rete  complessiva e non alla singola struttura, riteniamo opportuno che  la Regione Puglia si costituisca nel giudizio innanzi alla Corte Costituzionale al fine di difendere la costituzionalità della norma approvata in linea con i poteri e l’autonomia che la Costituzione gli riconosce (art. 117). Dai documenti inviati dal Dipartimento Salute all’avvocatura regionale e trasmessi alla Commissione Sanità dalla stessa avvocatura, sembra invece che il Dipartimento voglia ‘suggerire’ l’inopportunità di costituirsi nel giudizio innanzi alla Corte Costituzionale. Una decisione che come legislatori non possiamo accettare, dal momento che la norma in questione non sembra discostarsi dalla normativa statale e, pertanto, non sembrano configurarsi violazioni dei principi fondamentali costituzionali. Per questo abbiamo preparato un documento che invieremo al presidente della giunta Emiliano e alla sua giunta».

«Documento che esporremo all’assessore e al dottor Carbone nel corso della riunione di lunedì. Ricordiamo come i Giudici Amministrativi, che in più occasioni hanno affrontato il problema della riorganizzazione dei laboratori di analisi accreditati, abbiano ribadito l’autonomia delle singole Regioni, in particolare di quelle che hanno già avviato la riorganizzazione, come la Puglia, nel poter scegliere il modello più consono alle realtà territoriali. Dobbiamo batterci in tutte le sedi opportune per tutelare i laboratori analisi esistenti, che hanno già sostenuto numerose spese per avere i requisiti per l’accreditamento e che rischierebbero di chiudere se fosse confermata l’impugnativa. In una rete di tipo B, quella voluta dal Governo, i Laboratori Hub difficilmente potranno ricollocare nelle proprie strutture tutto il personale assunto, e la stragrande maggioranza dei laboratori si ridurrebbero a semplici punti prelievo. Dobbiamo difendere la qualità dei servizi offerti sui territori dai laboratori e centinaia di posti di lavoro».

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