Stellato (M5S): “l’indotto ha manifestato una sofferenza reale. Ora la città sia unita e punti a risultati”.

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«Lo strappo, da parte delle aziende dell’indotto, che si è consumato in Confindustria Taranto, nel bel mezzo di una complessa vertenza avviata tra le forze del territorio e il Governo sul futuro del siderurgico, pone seri interrogativi rispetto al tessuto produttivo e sociale della provincia jonica. Ma non solo. Le aziende rivendicano la legittima rappresentanza ai tavoli romani in una trattativa che, ormai, non è semplicemente appannaggio di un confronto tra privati. In mezzo ci sono le istituzioni e, con le aziende, i destini di migliaia di lavoratori con le loro famiglie».

Lo dichiara Massimiliano Stellato, consigliere regionale e comunale.

«Serve, da tutte le parti, il massimo sforzo di coesione e comprensione delle ragioni altrui – prosegue. Non ci sono posizioni valide sic et simpliciter. Veniamo da dieci anni difficili e una soluzione, al problema” ex Ilva”, ancora non si intravede.

La questione, a questo punto, non si risolve con soluzioni temporanee. Occorre una terapia d’attacco, strutturale, durevole nel tempo necessario per la transizione giusta. Queste imprese avanzano legittime rivendicazioni e il loro dissenso è causato dalle incertezze e dalle preoccupazioni per il destino dell’indotto, ancora sofferente dopo anni di agonia; un indotto che ha ricominciato a lavorare con grandi difficoltà di liquidità e di accesso al credito, conquistando giorno dopo giorno un diritto alla sopravvivenza, ora nuovamente messo a rischio.

Le diversità di linea di pensiero, di posizionamento, sono legittime. Ci sono sempre state e ci saranno. L’importante è avere chiarezza su obiettivi e finalità. Marciando uniti sulla salvaguardia dei diritti, dei cittadini e delle imprese».

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