Case green, Conserva (Lega): “Direttiva europea lesiva per i pugliesi”

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«Una richiesta scellerata, quella dell’Europa relativamente alla direttiva ‘green’ che mira a ridurre l’impatto ambientale degli edifici fissando l’obbligo per tutti gli immobili residenziali di raggiungere una determinata classe energetica entro il 2030. Un obbligo per gli Stati membri di ristrutturare il proprio patrimonio edilizio con l’applicazione di sanzioni in caso di non adempimento. Siamo tutti favorevoli, ci mancherebbe, sull’efficientamento energetico delle abitazioni ma bisogna, però, tener conto della diversità dell’edilizia urbanistica italiana e, nello specifico, del patrimonio immobiliare storico e culturale pugliese». Così il consigliere regionale Giacomo Conserva, presidente del gruppo Lega in Consiglio Regionale, assieme ai colleghi Gianni De Blasi, Fabio Romito e Joseph Splendido.

«Molte costruzioni – prosegue Conserva – sono precedenti alle normative sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica. Imporre dall’alto senza nessuna distinzione l’efficientamento energetico significa colpire i cittadini di una ingiustificata spesa economica in un momento, tra l’altro, di crisi devastante tra pandemia e caro vita. Il nostro territorio vanta bellissimi borghi, comuni e piccole frazioni arricchite da immobili storici e secolari spesso adibiti ad abitazioni principali oppure a sedi istituzionali di enti. Per non parlare dei famosissimi trulli, patrimonio dell’umanità Unesco, esempi straordinari di edilizia in pietra a secco a lastre, conosciuti in tutto il mondo e sparsi per tutta la Valle d’Itria con la massima concentrazione nella città di Alberobello. Sarebbe davvero inapplicabile, in così poco tempo, una direttiva di questo tipo su questi immobili storici messi allo stesso livello delle normali abitazioni».

«L’approvazione di una direttiva di questo tipo avrebbe il solo effetto di svalutare il nostro patrimonio edilizio immobiliare e impoverire i cittadini. Ecco perché abbiamo deciso di portare il tema all’attenzione del Consiglio Regionale attraverso una mozione a mia prima firma per chiedere al presidente Emiliano e alla sua Giunta di impegnarsi in tutte le sedi a contrastare la decisione dell’Unione Europea al fine di scongiurare l’introduzione di questa illogica norma» –  ha concluso il consigliere regionale Giacomo Conserva.

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