Fonti rinnovabili selvagge in Salento, Pagliaro: “Dal sottosegretario Sgarbi sponda autorevole alle nostre battaglie”

66 Visite

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

«Abbiamo già dato. Il nostro mantra contro l’assalto dei giganti delle rinnovabili al territorio e ai mari del Salento e della Puglia, trova finalmente sponda nel governo nazionale: il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi ha annunciato di voler apporre vincoli al paesaggio salentino, per preservarlo dalla bruttura di nuovi impianti di produzione energetica. E lo farà in modo concreto, chiamando a raccolta tutti i soprintendenti d’Italia perché si diano regole precise e fissino paletti invalicabili a tutela del paesaggio.

Questa è una nostra battaglia da sempre, contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio che hanno deturpato e snaturato le campagne salentine, daune e pugliesi. Per fermare il progetto di un parco eolico offshore lungo la litoranea Otranto-Leuca combattiamo da oltre un anno: abbiamo alzato le barricate a novembre 2021 con una imponente manifestazione di protesta che ha raccolto al fronte del no le adesioni bipartisan della politica locale e regionale con ben 72 sindaci al nostro fianco. Ora si aggiunge la voce autorevole di Sgarbi a cementare il muro della nostra opposizione, non preconcetta e campanilistica come sostengono gli avvocati difensori d’ufficio degli interessi delle multinazionali dell’eolico, ma ragionata e argomentata. Sarebbe uno scempio piazzare lungo una delle coste più belle del Salento e del mondo ben 90 pale di quasi 300 metri d’altezza, che si vedrebbero da ogni punto della litoranea e in qualsiasi condizione climatica. 

Ma questo è solo l’esempio più eclatante: di progetti scriteriati che premono per ottenere il via libera ce ne sono decine, al largo delle coste salentine e pugliesi, ed è per questo che chiediamo di perimetrare i territori e le aree marine di particolare pregio paesaggistico e turistico, per escluderle dalla possibilità di localizzazione di impianti eolici e fotovoltaici che le sfigurerebbero irreparabilmente, come una macchia nera su un capolavoro. Passare come caterpillar sul miracolo del creato, così generoso con il Salento e la Puglia da farne cartoline e dipinti naturali, è un atto di scelleratezza che va fermato. Ciò che rimane della nostra bellezza, del paesaggio e dell’ambiente, continueremo a difenderlo con le unghie e con i denti, e non c’è ricatto energetico che tenga di fronte all’ipotesi folle di installare impianti impattanti, come il mostro galleggiante a 90 teste nel Canale d’Otranto. Confidiamo nella caparbietà del sottosegretario Sgarbi, perfettamente allineato sulle nostre posizioni, affinché il mare e il territorio del Salento e della Puglia siano salvati da questa minaccia incombente. 

Ma c’è di più: Vittorio Sgarbi, come noi, non è oppositore a prescindere e dice sì all’eolico, anche offshore, purché si pianifichino le istallazioni con giudizio: ok agli impianti nelle zone industriali e nelle aree sin degradate, sui tetti e nei parcheggi, via libera alle vetrate solari e alle finestre fotovoltaiche per l’autoproduzione domestica e aziendale. Ci sono soluzioni innovative ad impatto zero, che non andrebbero a consumare altro suolo e a degradare gli specchi di mare costieri e i loro fondali, stravolgendo ecosistemi già fragili e precari. E qui richiamo un concetto fondamentale che non può continuare ad essere ignorato: il federalismo energetico impone una condivisione del sacrificio ambientale da parte di altre regioni finora rimaste immuni dalle cicatrici delle pale eoliche e dei pannelli solari, la cui distribuzione è fortemente disomogenea. In Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna – secondo dati Anev del 2019 – è concentrato il 91% delle centrali eoliche d’Italia. Sono 1.615 in Puglia, a fronte delle 36 in Emilia Romagna e delle 30 del Lazio, per non parlare delle 9 del Piemonte. La Regione Puglia, da sola, genera un quarto della potenza energetica eolica nazionale, e conta il 13,4% della potenza fotovoltaica installata in Italia. Dati che ci fanno tornare al punto di partenza: abbiamo già dato e non siamo disposti a sacrificare quel che resta del nostro patrimonio di bellezza. Facciamo argine contro le speculazioni delle multinazionali e delle grandi imprese che stanno colonizzando gli spazi informativi con una comunicazione martellante ma non veritiera sulla favola dell’energia pulita, occultando le ferite insanabili prodotte dai mega impianti del sole e del vento. Andiamo invece nella direzione delle vere rinnovabili pulite, quelle di nuova generazione a basso impatto ambientale che puntano sull’autoproduzione e sulle comunità energetiche. Presto saremo nuovamente in campo con sit-in di protesta sui luoghi che rischiano di essere profanati dallo scempio».

Promo