Sanità Puglia, l’augurio di Aiop per il 2023: meno burocrazia, più confronto

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Si chiude un anno al servizio della comunità. Aiop Puglia incontra la stampa per un bilancio dei servizi svolti durante il periodo Covid, evidenziando le criticità ancora da superare nel settore della sanità pugliese. Tra i nodi principali, quello delle liste d’attesa, come ricordato in apertura dal presidente Aiop Puglia Potito Salatto: «È un problema strutturale.

La migrazione passiva dei pazienti pugliesi verso le regioni del Nord, denunciata anche dall’assessore Palese, è figlia delle liste d’attesa e richiama anche il tema del tetto di spesa che impone alle strutture private accreditate un limite nell’accettazione dei pazienti da fuori regione. Speravamo in buone notizie dalla legge di Bilancio da oggi in discussione alla Camera, invece non sono passati i 3 emendamenti trasversali e senza oneri per la finanza pubblica per abolire il limite di spesa per l’acquisto di prestazioni dalle strutture di diritto privato del Ssn».

Nel decalogo presentato oggi da Aiop, si è parlato anche delle RSA in difficoltà per la questione burocratica in sospeso legata agli accreditamenti delle strutture private.

«La mancanza di personale ispettivo ha suggerito una soluzione di buonsenso, quella dell’autocertificazione, ma intanto questa procedura non è stata ratificata da un provvedimento ufficiale». Oltre 400 RSA e RSSA attendono la delibera della giunta regionale con la modulistica per autocertificare i propri requisiti, contrattualizzarsi ed essere operative. Il cortocircuito tra liste d’attesa e migrazione passiva è particolarmente evidente quando si parla di riabilitazione. In proposito interviene Il vicepresidente Aiop Puglia Fabio Margilio: «C’è stato un leggero incremento di budget per alleggerire le liste d’attesa ma il paradosso è che per queste persone operate non abbiamo posti letto per la riabilitazione. Per questo il cittadino pugliese oggi ha maggior budget per un intervento ma dopo o si riabilita a spese proprie o deve andare fuori regione. La politica dovrebbe fare qualcosa, si deve fare uno sforzo per portare unitarietà». Altra questione d’attualità per la sanità pugliese è la carenza di personale medico.

«Nel maggio di quest’anno – specifica il vicepresidente Margilio – la Corte costituzionale ha bocciato una disposizione della Regione Lazio che obbligava le strutture sanitarie ad assumere personale con rapporti di lavoro subordinato. Ci aspettavamo una presa d’atto della Regione in direzione della possibilità di avere rapporti libero-professionali. Al contrario la delibera 1490 obbliga non solo al rapporto subordinato ma anche ad avere un solo Contratto Nazionale di lavoro. Oggi questo non sarebbe possibile, la Costituzione non lo consente. Servono dialogo e concertazione preventiva per superare queste criticità, solo così può realizzarsi l’equiparazione tra pubblico e privato».

In chiusura, l’appello del presidente Salatto: «Si chiude un anno positivo, l’allarme sociale dovuto al Covid è alle spalle, ma non bisogna abbassare la guardia, perché il virus continua a circolare, per questo continuiamo a promuovere la vaccinazione per i fragili e gli over 60. Per il 2023 attendiamo scelte politiche di maggior coraggio e maggiore condivisione soprattutto a livello regionale, perché si realizzi la piena partecipazione nelle decisioni e quell’equiparazione tra pubblico e privato che va a vantaggio del benessere dei cittadini».

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