Pos si o pos no?

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Qualcuno dovrà pure chiedersi come mai la questione pos appassiona tanto l’Europa.

Il governo Meloni si è trovato di fronte ad un pressing imprevisto ad ogni comune mortale. La compagine di destra aveva promesso in campagna elettorale di liberalizzare -relativamente al pos -un poco la vita dei commercianti (aveva forse creduto che nessuno se ne sarebbe accorto vista la modestia della questione) con questa misura di buon senso e invece i burocrati di Bruxelles evidentemente non avevano altro da fare che insistere (in quali modi non è dato sapere) sul fatto che il pos non si tocca. Addirittura anche la Banca d’Italia si è mossa per una questione oggettivamente minima. In un momento in cui viene giù tutto (dall’inflazione all’energia, dal discredito per le mazzette europee al caro tassi di interesse) ci si muove per una cosa così insignificante? Cosa c’è sotto? La scusa della evasione non regge per cifre così modeste e comunque basti dire che in Germania (e non solo) l’uso del contante è libero e nessuno grida alla evasione straripante. Il resto del mondo poi non conosce queste sottigliezze.

E poi in quale posto del mondo e secondo quale diritto il comportamento irregolare di una parte della popolazione legittima la riduzione delle libertà di tutti gli altri???

La prima cosa che impariamo da questo evento è che l’Italia è sorvegliata speciale: in Italia possono governare solo gli uomini loro e se questo non è possibile la sorveglianza diviene diretta; con il fiato sul collo. Non servono commissari o troike: il controllo è puntuale, virgola per virgola. Se poi il governo è o cerca di essere “patriota” scatta la sorveglianza super speciale.

La seconda è che dietro alla imposizione di questa “semplificazione” c’è qualcosa di inconfessabile; quale? Forse le banche non hanno ormai più soldi? Forse quei danari che sono sui conti correnti devono essere dedicati all’acquisto dei titoli pubblici se no lo stato fallisce? È possibile che presto allo stato servano un po’ di soldi liquidi per pagare stipendi e pensioni che si trovano per definizione sui conti correnti? Ma rimane la domanda: l’Europa perché è così affezionata a questo tema?

Poi, la terza, riguarda le commissioni bancarie. Lo Stato esiste per la difesa, la giustizia, la lingua e la moneta. Uno Stato minimo garantisce l’esistenza e la credibilità della moneta… ovviamente senza appropriarsene. Aver demandato la coniazione ad altre istituzioni estere non è stata una gran pensata (come ognuno vede) ma da questo a far pagare per l’uso della moneta significa confessare che lo Stato non esiste e che questa sua funzione è delegata alle banche private che fanno le sue veci. Guadagnandoci. Ma le tasse si pagano ugualmente, come anche commissioni ed interessi crescenti alle banche e il conio di nuove monete garantisce alla politica e alle banche flussi faraonici di ricchezze, e nonostante tutto ciò si continua a colpevolizzare i protagonisti dell’economia reale di essere, per definizione, evasori.

Ce n’è abbastanza per aprire una lunga fase di caos socio economico.

I pensieri e le domande peggiori affiorano e dietro alla questione pos si riaffaccia la questione contante e evasione; quindi la riforma fiscale.

Il tema è, come si vede, enorme. I burattinai euroburocrati hanno deciso di procedere come sempre e quindi impongono la loro filosofia: “per il momento al governo Meloni diciamo che non si cambia niente, poi vediamo”.

CANIO TRIONE

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