Galante: “Necessario definire con Asl e aziende ospedaliere come verranno impiegati i fondi stanziati per l’abbattimento delle liste d’attesa”

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«Bene lo stanziamento di 30 milioni complessivi tra assestamento di bilancio e bilancio di previsione per l’abbattimento delle liste d’attesa, ma serve definire in maniera puntuale come saranno spese queste risorse. Ora più di prima ritengo necessario portare avanti la richiesta di un tavolo tecnico – politico con le Asl e le aziende ospedaliere in modo da capire dove serva maggiormente investire questi fondi. Una richiesta che avevo fatto insieme ai colleghi Casili e Di Bari già mesi fa, per cui il presidente Emiliano ci aveva chiesto di avere pazienza. Ne abbiamo avuta, ma ora chiedo un impegno concreto». Così il capogruppo del M5S Marco Galante.

«La normativa sulle liste d’attesa – continua Galante – contenuta nel Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA) per il triennio 2019 – 2021, ha disposto modifiche importanti sul numero di prestazioni garantite e monitorate, sui tempi massimi di erogazione, sul ruolo delle strutture che hanno il paziente in carico, oltre che sulle tecnologie messe a disposizione dei cittadini per usufruire dei servizi di prenotazione di visite, esami e ricoveri.


Il PNGLA ha previsto peraltro l’attivazione da parte delle Regioni di ‘percorsi di garanzia/tutela’ alternativi alle prestazioni specialistiche, nel caso che si superino i tempi indicati dal PNGLA e da quello regionale: in tali situazioni è possibile chiedere di effettuare la prestazione in regime di privato accreditato. Il piano stabilisce anche che se gli obiettivi di salute e assistenziali non dovessero essere raggiunti, la Direzione Generale della ASL (o dell’Azienda Ospedaliera) può automaticamente essere rimossa dal suo incarico per inadempienza. Bisogna rispettare alla lettera quanto scritto nel Piano Nazionale e nel Piano Regionale e avere un report su come le Asl le aziende ospedaliere, che chiederò di audire in Commissione Sanità, intendano usare questi 30 milioni per una maggiore efficienza delle prestazioni.

I cittadini dovranno percepire un cambiamento reale e non continuare a sentirsi rispondere dai CUP che le agende di prenotazione sono chiuse. Solo così avremo realmente speso bene quei soldi».

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