Al sud dove tutto splende

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Un anziano quasi in sordina passeggia sotto un sole cocente tra alberi in fiore e cicale, testimoni ancora una volta del continuo sudare dalla sua fronte al pari degli anni di lavoro trascorsi in campagna con non pochi sacrifici, mentre festose grida giungono da una strada dove il pallone amico estivo indiscusso, rallegra amici che nonostante un timido gol e un domani un po’ incerto, rimangono sempre tali.

Afa e umidità si sovrappongono alla fisarmonica di un uomo in cerca di comprensione, strumento che in un certo senso emula gli andirivieni della vita come del resto i passi alternati che svuotano la piazza, intanto che un gatto su una panchina lontano dagli sguardi, muove la coda come fosse una bandiera felice di aver ricevuto coccole e cibo dalla signora che non dimentica mai di provvedere al suo benessere. Una donna gioisce nel regale alla vicina di casa ingredienti utili a dare sapore alle pietanze, parlando immancabilmente di quanto le manchi il figlio residente fuori città per questioni lavorative.

Non v’è giorno in cui uno dei tanti nonni, non sia solidale con i dolori del suo amico o non faccia passare alla posta il conoscente di una vita. Ai semafori c’è chi si affaccenda per sfamare la famiglia, togliendo dal parabrezza impurità, restituendo in un certo senso la chiarezza di vedere la strada in arrivo più nitida che mai.

Un ragazzo che viene dal mare dopo aver attraversato terre lontane e innumerevoli pericoli, osserva i ciclisti che gli passano accanto alla ricerca di sguardi famigliari che possano indicargli la via, ammesso ve ne sia una. Un uomo ha appena acquistato in edicola un giornale per la sua mamma a cui piacciono tanto le parole crociate, visto che quotidianamente ha già la sua crociata da affrontare tra mille bollette e la pensione già terminata.

E’ passato anche il tizio che di solito chiede a tutti se gli fanno guadagnare qualcosa con un lavoro, ma anche oggi nulla di fatto. Una terra singolare quella del sud Italia in cui cielo, terra, storia e tradizioni sembrano incastonate in un gioiello prezioso, estratto dalla storia dell’universo per esser donato all’umanità tutta. Tettoie spioventi che al gocciolar della pioggia immortalano sprazzi di vita riflessi nell’acqua mentre volatili senza meta accolgono tutti coloro che vivono i vicoli.

La sera con le sue nuvole colme di rosa delicato, comunica a chi riesce a coglierne i tratti, che la malinconia aiuta a scorgere la bellezza celata di questi luoghi. Talune sere la nebbia come il velo ammaliante di una sposa a un matrimonio fa la sua comparsa, tanto da far dire ad Aldo uomo particolarmente attento al bene della sua terra, che non cambierebbe mai quell’ora incantevole di bellezza con niente al mondo. Un viandante dalla stazione si gira quando ascolta che ieri l’altro un ragazzo è partito per andare fuori a studiare, mentre squisiti sapori fanno il loro inchino a coloro che sostano lungo la via.

Domenica mattina siamo quasi a quasi Natale, le sciarpe coprono il collo, nulla tuttavia può sostituire passeggiare mano nella mano, poiché scalda il cuore, mentre si discorre sul regalo preferito o la zuppetta che preparerà zia per il pranzo; casomai ci si affretta per acquistare una tombola visto che quella vintage patrimonio familiare oramai è consumata dai ricordi, ma non la buttiamo via c’è l’odore degli anni addietro contornato dal giallume dei sogni passati, l’energia vitale dei nonni che l’hanno fatta usare a noi con in premio dolcetti e baci quell’anno famoso in cui faceva tanto freddo e i telegiornali non parlavano altro del futuro che verrà. Il sole si affretta a sorgere è mattino oramai, tuttavia qui da noi al sud dove l’incanto è perenne lo stato di grazia che circonda gli animi non pare cambiare anche perché tutto riluccica di un tempo quasi mistico, una singolarità che mai andrà via.

 

Vincenzo Naturale

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