Tutolo: modificata la legge regionale 9/2017 per assicurare alle persone disabili in struttura maggiore serenità

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Nota stampa del consigliere regionale Antonio Tutolo (Gruppo Misto), presidente della Seconda commissione

«D’ora in poi il disabile pugliese di 64 anni che frequenta un Centro diurno o una comunità non sarà più costretto a spostarsi in una struttura per anziani. Il limite di età imposto per legge che ne obbligava il trasferimento è stato abolito. Questo grazie a un emendamento che ho presentato nelle scorse settimane e che è stato approvato dal Consiglio regionale nell’ultima seduta. Si è modificata la Legge regionale n.9 del 2017, una norma insensata che sradicava il disabile dalla sua routine quotidiana, dalle sue abitudini, dalle sue relazioni, perché considerato anziano da un giorno all’altro. Immaginate la scena: gli organizzavano il compleanno e magari il giorno dopo lo trasferivano in una Rsa; un trauma doloroso per quella persona fragile».

Il consigliere della Regione Puglia Antonio Tutolo (Gruppo Misto) esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, anche se non cela l’amarezza per l’insistenza con cui ha dovuto chiedere la modifica.

«Mi sono dovuto battere per far approvare la mia proposta – spiega il consigliere –. Sinceramente non immaginavo che potesse essere tanto difficile far comprendere che, procedendo alla cancellazione di un limite anagrafico, si potesse incidere in maniera positiva sulla qualità della vita delle persone. Non pensavo potesse essere così complicato far capire che quel trasferimento non costituiva un semplice passaggio da un servizio a un altro, ma che per alcune di quelle persone rappresentava una situazione nuova, difficile da accettare e, in alcuni casi, uno shock con risvolti drammatici.

Adesso la persona disabile non deve più temere il compimento dei 64 anni e può continuare a vivere nel contesto in cui si trova, fatta salva la valutazione dell’UVM (Unità Valutativa Multidisciplinare).

E al di là della mia costernazione di fronte a certe prese di posizione – conclude Tutolo -, l’importante è che il problema di questi cittadini fragili, alle cui esigenze la politica e le istituzioni devono prestare sempre la massima attenzione, sia stato risolto».

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